ANTIMAFIA: COSTITUITO CONSORZIO TRA COMUNI MADONITI PER LA GESTIONE DEI BENI CONFISCATI ALLA MAFIA
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E' stato sottoscritto ieri sera nella sala consiliare del Comune di Polizzi Generosa il protocollo d'intesa per la costituzione del Consorzio madonita della Legalità e dello Sviluppo che gestirà, in un progetto territoriale, i beni confiscati alla mafia ed assegnati al patrimonio delle basse ed alte Madonie.
Al protocollo d'intesa hanno aderito la Provincia Regionale di Palermo i Comuni di Polizzi Generosa, Castellana Sicula, Petralia Soprana e Sottana, Blufi, Bompietro, Alimena, Valledolmo, Sclafani Bagni, Geraci Siculo, Gangi, Castelbuono, Campofelice di Roccella, Lascari, Cefalù, Scillato, Collesano, Gratteri, Pollina, San Mauro Castelverde e Collesano.
Alla riunione ha preso parte Lucio Guarino, direttore generale del consorzio Sviluppo e Legalità la cui decennale esperienza verrà messa a disposizione dei comuni delle Madonie. Dopo la firma del protocollo d'intesa verrà predisposta la delibera di formale adesione che dovrà essere votata da ogni singola Giunta municipale e dai Consigli comunali dei 22 Enti. L'iniziativa di costituire il consorzio è scaturita dalla nota vicenda legata all'assegnazione ed utilizzo del feudo ‘Verbumcaudo' confiscato in via definitiva al boss Michele Greco, ma l'utilizzo è impedito per la presenza sul bene di un'ipoteca da parte alcuni istituti di credito. La nascita del Consorzio per la gestione dei beni confiscati nelle Madonie è un evento di straordinaria importanza che segue, dopo dieci anni, la nascita del consorzio Sviluppo e Legalità costituito tra i comuni del corleonese che oggi è divenuto un progetto pilota a livello internazionale.
"Grazie a questa iniziativa - dice il deputato regionale Salvino Caputo, presente ieri a Polizzi - i Comuni delle Madonie potranno utilizzare i beni confiscati per creare lavoro e sviluppo economico".
"Ero certo - dice Patrizio David, sindaco di Polizzi Generosa, comune capofila del progetto - che i Sindaci delle Madonie avrebbero assicurato la piena disponibilità a costituire nel vastissimo territorio una entità pubblica che consentirà di utilizzare i beni sottratti ai boss non solo come risposta di legalità ma anche come riscatto sociale per restituire alla società civile in termini di lavoro e sviluppo quello che la mafia ha sottratto con omicidi ed estorsioni".