Scontri al liceo classico Umberto di Palermo. Arrestati tre universitari

Doveva essere un presidio antifascista e si è trasformato in uno scontro fra studenti e polizia. Con tre ragazzi universitari arrestati per resistenza e lesione a pubblico ufficiale e indagati in stato di libertà per partecipazione a una manifestazione non autorizzata e rifiuto di fornire le proprie generalità, e altri tre, di cui uno minorenne studente del Cannizzaro, indagati in stato di libertà con le stesse accuse di aver partecipato a una manifestazione non autorizzata e di non avere fornito agli agenti i documenti di riconoscimento.

Tutto è cominciato alle 12 di ieri mattina. Una ventina di ragazzi si è incontrata davanti al liceo classico Umberto di via Parlatore intonando un unico slogan: "Cacciamo i fascisti da scuola e facoltà". Con volantini, striscioni e bandiere erano fermi sul marciapiede dell′istituto. Con loro anche esponenti dei centri sociali. Poco dopo sono arrivati sul posto gli agenti della Digos, supportati dalle volanti, chiamati dal preside. La polizia, accertato che i ragazzi non avevano l′autorizzazione a manifestare, ha richiesto le generalità. I manifestanti si sono rifiutati e da lì lo scontro.

La ricostruzione dei fatti, però, diverge in alcuni punti. Soprattutto sulla motivazione dell′intervento degli agenti al liceo classico Umberto di via Parlatore.

"Ci hanno tenuti in questura per più di sette ore senza mangiare e senza bere, separati in stanze diverse e guardati a vista. Ci hanno sequestrato documenti e cellulari, ci hanno fatto firmare un verbale senza rilasciarcene copia. In questo momento sono sotto indagine e non so neanche il motivo". Si sfoga così Mauro Azzolini, 22 anni, studente universitario, uno dei sei ragazzi che ieri sono stati bloccati da agenti della Digos, durante un sit-in davanti.
Il presidio antifascista era stato organizzato dalla rete ‘Red block', con una trentina di studenti universitari e medi che manifestavano con alcuni striscioni.
"La polizia ci ha detto che la manifestazione non era autorizzata, non c'è stato alcuno scontro con ragazzi di destra - riferisce Mauro Azzolini, figlio di Mario, giornalista della Rai e sindaco di San Mauro Castelverde - Il presidio si stava svolgendo in maniera pacifica, siamo stati aggrediti in modo selvaggio, presi a calci e ammanettati solo perchè ci siamo rifiutati di consegnare volantini, bandiere e striscioni".

Molto turbato Mario Azzolini, esponente di Sinistra ecologia e libertà. "Sto portando mio figlio al pronto soccorso dell'ospedale Cervello - dice - per accertamenti. Mauro ha il braccio tumefatto. I ragazzi sono stati aggrediti brutalmente, come fossero dei boss, mentre stavano manifestando.
È un′indecenza. Mio figlio è stato picchiato ed è rimasto tutto il giorno senza mangiare né bere e senza sapere di cosa fosse accusato".


Fonte: livesicilia.it-repubblica