Riceviamo e pubblichiamo: Inefficienza all′Albergo delle Povere di Palermo

Con due articoli, rispettivamente di Giancarlo Macaluso e di Paola Pizzo, apparsi sulla pagina 27 del Giornale di Sicilia di oggi, 7 ottobre 2010, viene denunziato un fatto grave e paradossale nello stesso tempo, successo martedì 5 ottobre, quando Renato Tosini, uno degli artisti espositori della mostra "Novecento Sacro in Sicilia", recatosi all´Albergo delle Povere, sede dell´esposizione, ha dovuto constatare che ben tre sale su cinque dedicate alla mostra, in una delle quali sono ospitate le sue opere, erano state chiuse alla fruizione per mancanza di personale di sorveglianza.
L´episodio mi colpisce per la gravità in sé e per il fatto di essere anch´io espositore della mostra.
Sulla gravità dell´episodio forse non c´è tanto di cui doversi indignare, poiché alla deficienza politica e culturale delle Istituzioni di questa città si è purtroppo già abituati. La cosa ancora più grave e, appunto, paradossale, è che questa mostra, da quel che si sa, è stata promossa dallo stesso Governatore della Regione, in occasione della venuta del Papa in Sicilia.
Dalla viva voce del vero responsabile e organizzatore della mostra, che è lo Storico dell´arte Giovanni Bonanno, si apprende che alla sua esplicita richiesta di assumere temporaneamente sei giovani studenti di ambito artistico come sorveglianti e guide per la mostra, gli è stato risposto, da parte dei dirigenti della Regione, che non c´erano soldi per pagare i giovani, e che comunque avrebbero provveduto loro stessi col loro personale addetto.
Queste le promesse (solo a parole, ovviamente). Nella realtà, invece, si viene a verificare l´assurdo che un grande e importante complesso istituzionale come il "Reale Albergo delle Povere", ospitante una grande esposizione altrettanto istituzionale, viene parzialmente interdetto ai visitatori, dalla stessa Istituzione, per carenza di personale, per giunta non qualificato.
C´è da chiedersi se politicanti e burocrati come quelli che paralizzano il progresso di questa disgraziata Regione, incapaci di affrontare e risolvere problemi sociali gravissimi come quelli dei senza tetto o dei senza lavoro, possano poi comprendere l´importanza della Cultura e dell´Arte. Se il prezioso patrimonio artistico e culturale del passato per primo viene spesso abbandonato a sé stesso, figurarsi se possono avere conoscenza, sensibilità e interesse per l´arte contemporanea!
Intanto si avverte il potenziale visitatore della mostra, appena al suo inizio (durerà fino al 7 novembre), della probabilità di dovere essere costretto a visitarla parzialmente, visto che, con ogni probabilità, il problema della carenza di personale non sarà certo risolto dall´oggi al domani. Tanto, che se ne fanno i politicanti dell´arte e della Cultura?! Mica portano voti!
Amaramente,
Salvatore Rizzuti