Mostra sul Santo Patrono di Polizzi: DIVO GANDULPHO PROTECTORI

La Mostra "Divo Gandulpho Protectori" (17 settembre - 7 novembre 2010 - Auditorium S. Francesco) organizzata dal Comune di Polizzi Generosa e dalla Parrocchia Maria SS.ma Assunta in occasione del 750° Anniversario del Dies Natalis di San Gandolfo da Binasco e a conclusione dell′Anno Giubilare (3 aprile 2009-19 settembre 2010) indetto per concessione del Santo Padre Benedetto XVI, si configura innanzitutto un atto di omaggio della Città verso il suo Santo Patrono, francescano di prim′ora, morto nel 1260 già in fama di santità dopo avervi sostato brevemente per svolgere opera di assistenza e di predicazione durante la Quaresima di quell′anno.

Suddivisa in sette sezioni corredate da pannelli esplicativi, l′esposizione ripercorre attraverso una serie di documenti e di opere d′arte appartenenti al ricco patrimonio culturale della città le tappe salienti del culto e della devozione culminati nel 1620 nel Processo di Canonizzazione promosso dalla Curia di Cefalù, dal Clero locale e dai Giurati della città e nella realizzazione della grande pala d′altare per l′Oratorio di San Gandolfo La Povera, capolavoro in assoluto di Giuseppe Salerno, lo Zoppo di Gangi. Al tempo stesso vuole offrire spunti di considerazione sulla figura del Santo, sulla sua attualtà, il suo vivere il francescanesimo ed il modo di applicarlo nella realtà sociale della Polizzi del Medioevo. A Lui, alla sua condotta di vita sarebbe stata improntata nel tempo l′opera dei Frati Minori presenti a Polizzi ben presto nelle tre famiglie principali dei Conventuali, degli Osservanti e dei Cappuccini e tutta l′attività assistenziale in favore dei bisognosi svolta dalle confraternite locali sorte in epoca di Controriforma.

Ma il vigoroso sentimento di venerazione doveva manifestarsi anche attraverso la commissione pubblica di importanti opere, soprattutto tra Quattro e Cinquecento quando Polizzi, ricca e potente, vive i fasti di antica città demaniale: l′arca marmorea del Santo, oggi in stato frammentario, commissionata dai Giurati nel 1482 a Domenico Gagini e l′urna argentea di maestranze palermitane (secc. XVI-XVII) contenente le sacre reliquie, entrambe visibili in Chiesa Madre, nella Cappella del Santo, ne rappresentano senza dubbio le prove più evidenti.