Medici pubblici, attività privata: tre indagati
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Nei guai l′ex primario radiologo di Villa Sofia, un collega e il loro prestanome. I camici bianchi sono andati in pensione a luglio. Gestivano un centro di diagnosi a Cefalù
La loro attività era legata all′ospedale Villa Sofia da un contratto di esclusiva per il quale percepivano un′indennità di 1.500 euro al mese, oltre allo stipendio. E invece, per dieci anni, due medici sono stati anche apprezzati radiologi di un centro di diagnostica per immagini a Cefalù, guadagnando 400 mila euro. Il primario di Radiologia di Villa Sofia, Mario Timoneri, e il radiologo Gaetano Troja, suo cognato e collega di reparto, entrambi in pensione dal luglio scorso, sono indagati per truffa aggravata allo Stato. Sotto inchiesta è finito anche il radiologo Mario Donzelli, direttore sanitario della Idim, la struttura privata di Cefalù. È lui che avrebbe firmato i referti degli esami diagnostici senza però, secondo la Procura, aver mai incontrato alcun paziente. Le indagini del sostituto procuratore Maurizio Agnello, del dipartimento reati contro la pubblica amministrazione, si sono concluse dopo quasi due anni di accertamenti. Gli avvisi di garanzia ai tre medici sono già stati inviati.
L′inchiesta era partita nel 2009, all′indomani di una denuncia arrivata in Procura da un paziente che segnalava la presenza di medici abusivi nell′istituto di diagnostica per immagini. Una segnalazione anonima che la magistratura decise di verificare inviando alla Idim di Cefalù i carabinieri del Nas per un′ispezione. Durante il controllo, alla vista dei carabinieri nei corridoi dell′istituto, Troja scappò dall′edificio ma venne bloccato poco dopo dai militari. Dal controllo dei suoi documenti i carabinieri risalirono alla professione e da un accertamento incrociato scoprirono il suo ruolo alla Idim. A riconoscere Troja come il medico radiologo del centro diagnostico furono alcuni pazienti. Arrivare a Mario Timoneri, per i carabinieri, fu questione di pochi giorni. I due medici avrebbero avuto in cura decine di pazienti. Ma i loro nomi non si trovavano in nessuno dei referti sequestrati dai Nas. È bastato analizzare le cartelle portate via dall′istituto di Cefalù per arrivare alla complicità del direttore sanitario della struttura.
A firmare le cartelle, hanno poi ricostruito i carabinieri, era Mario Donzelli. Nessuno dei pazienti sentiti in questi due anni, però, ha riconosciuto nelle foto mostrate dagli investigatori il radiologo che li aveva accolti nel centro Idim. E sono stati gli stessi pazienti a indicare, tra altre foto, quelle di Timoneri e di Troja, indicandoli come i radiologi ai quali si erano rivolti.
Dagli accertamenti sulla posizione dei due medici di Villa Sofia gli investigatori hanno riscontrato che dal 1999 al 2009 il guadagno per la loro attività privata ha sfiorato i 400 mila euro. La truffa, come ha accertato la Procura, ha avuto uno stop tra il 2003 e il 2005, quando all′allora Ausl i due radiologi di Villa Sofia comunicarono di avere intrapreso l′attività privatistica. La vicenda approderà tra qualche settimana alla Procura generale della Corte dei conti, che aprirà un fascicolo per quantificare il danno erariale.
Fonte: palermo.repubblica.it