Archeologia: torna a casa la Phiale di Caltavuturo
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"Inimmaginabilmente bella". Così il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha definito la phiale di Caltavuturo, che è tornata "a casa". Il gioiello dell′archeologia siciliana, da oggi, è esposto in una sala dell′Antiquiarium di Himera, "riconsegnato" al museo vicino a Termini Imerese, nel corso di una cerimonia alla quale hanno preso parte, oltre al presidente Lombardo, l′assessore dei Beni culturali, Gaetano Armao, il sindaco di Termini, Salvatore Burrafato e il direttore del Parco archeologico e dell′Antiquiarium, Francesca Spatafora. Il ritorno della phiale è, per Lombardo, "un evento che si inserisce nell′attività di valorizzazione dei beni culturali in cui il governo è attivissimo e che prelude a una politica di migliore fruizione del nostro patrimonio, che deve essere messo a profitto. Questo vuol dire ricchezza, benessere. Il bando per l′affidamento ai privati della gestione dei servizi aggiuntivi è la strada giusta".
Secondo l′assessore Armao, "i beni culturali sono il petrolio bianco della Sicilia. Oggi abbiamo scoperto un giacimento che, speriamo diventi occasione di sviluppo per il territorio". La phiale, risalente al IV-III secolo a.C., è in oro e pesa 982 grammi. E′ stata scoperta nel 1980, durante alcuni lavori per la rete elettrica e venduta clandestinamente a collezionisti privati siciliani, prima di essere portata illegalmente all′estero, in Svizzera e poi negli Usa. Nel 1995, la rogatoria internazionale per la restituzione. Nel 1999, la coppa è tornata in Italia e, dopo 11 anni e numerose esposizioni in Italia e all′estero, il rientro nel luogo d′origine, a Termini Imerese.
"In questo momento di sofferenza del territorio - ha detto il sindaco Burrafato - questo gesto di fiducia delle istituzioni regionali è un′occasione che il territorio deve cogliere e mettere a frutto. Ci sono le condizioni, bisogna valorizzarle con convinzione. Noi siamo pronti".
Fonte: adnkronos