La burocrazia continua a bloccare l'Acqua Geraci

L'Azienda dal 1992 attende l'ok dell'Assessorato Regionale all'Energia per poter addurre altre sorgenti agli stabilimenti ma il tutto è ancora una volta rimandato per un cavillo burocratico

Lo sviluppo dell'Acqua Geraci da diciotto anni continua ad essere imbrigliato nella burocrazia. L'ultimo atto arriva dall'Assessorato all'Energia che, nonostante l'ok dell'Assessorato al Territorio alla richiesta di ampliamento della concessione mineraria avanzata dall'azienda nel 1992, ha bisogno del nulla osta dell'Ente Parco delle Madonie. Così la burocrazia frena lo sviluppo dell'azienda ed impedisce la realizzazione di 20 nuovi posti di lavoro che l'Acqua Geraci, con l'ampliamento, andrebbe a creare fin da subito. "Ancora una volta siamo di fronte ad un rinvio. Un continuo prendere tempo - afferma l'amministratore unico della Terme Giuseppe Spallina - che ci induce a pensare che questo decreto l'ex Assessorato all'Industria non lo vuole rilasciare. E non capiamo il perché considerato che l'Assessorato al Territorio si è espresso positivamente e che in area di parco sono stati già realizzati un mastodontico gasdotto e un lago artificiale". La problematica sembrava fosse giunta al capolinea dopo il nulla osta di compatibilità ambientale rilasciato dall'Assessorato al Territorio ed Ambiente, condiviso dall'Ente Parco Madonie e atteso dall'autorità mineraria che in funzione di ciò doveva assentire l'adduzione di altre sorgenti agli stabilimenti dell'azienda. Invece un nuovo cavillo è uscito fuori con buona pace dello sviluppo del territorio e dei cinquanta giovani che hanno già inviato il proprio curriculum all'azienda sperando in un posto di lavoro.


La storia

Il 19 luglio 1992 la società Terme di Geraci Siculo ha presentato all'Autorità Mineraria la richiesta di ampliamento della propria concessione mineraria denominata "Pizzo Argentiera" nel territorio di Geraci Siculo. Dopo anni di attese, nonostante l'irrisorietà dell'acqua minerale di cui dispone attualmente la "Terme", l'istruttoria della pratica è stata sospesa in attesa delle determinazioni delle Autorità preposte alla tutela dell'ambiente. In pratica si attendeva che l'Assessorato Regionale del Territorio e dell'Ambiente si esprimesse in merito alla richiesta della Società. Ciò ha costretto l'Azienda a produrre costosi progetti esecutivi al fine di dimostrare che l'ampliamento della concessione non creerà danni all'ambiente. Nel marzo scorso finalmente arriva il tanto atteso decreto dell'Assessorato al Territorio ed Ambiente che ha fatto preannunciare all'azienda, in forza dell'aumento della produttività, l'assunzione di altre 20 unità. La notifica del nulla osta di compatibilità ambientale alla posa in opera delle tubazioni da diverse sorgenti allo stabilimento di contrada "Parco Gentile", da parte dell'Assessorato, condiviso dall'Ente Parco delle Madonie che già negli anni scorsi aveva autorizzato la realizzazione di un mastodontico gasdotto e di un lago artificiale, ha creato nuovo entusiasmo nell'Azienda che espandendosi andrebbe incontro alle richieste che arrivano dal mercato siciliano allargando il proprio raggio d'azione. Naturalmente, anche queste sorgenti rientrano all'interno dei limiti del permesso di ricerca rilasciato alla "Terme di Geraci Siculo" con decreto dell'Assessore all'Industria della Regione Sicilia del 1979 e 1984.

I lavori previsti saranno realizzati secondo precise indicazioni di ingegneria naturalistica e l'impatto visivo e paesaggistico è pressoché nullo. La vegetazione non verrà interessata così come non sarà coinvolta la fauna di pregio eventualmente presente nell'area.
Il progetto, redatto dal Professore Silvano Riggio - ordinario di Ecologia presso il dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Palermo e dalla ricercatrice Paola Gianguzza con il coordinamento del geologo Giuseppe Maniaci e la collaborazione del geologo Leonardo Ortoleva che ha visto impegnate la "Wilderness" studi ambientali, il laboratorio di architetture "LAAP www.laap.it" e l'Hi Pro Ingegneria, riguarda la sistemazione delle opere di presa già esistenti nelle sorgenti per adeguarle alle vigenti norme sanitarie e la posa in opera delle condotte di adduzioni lungo la rete di viabilità esistente fino allo stabilimento.