PALERMO: "STALKING" - ARRESTATO MARITO

Sono stati i Carabinieri della Stazione Palermo Olivuzza a trarre in arresto T.g., 34enne, pregiudicato palermitano, colto in flagranza di reato, per lui l'accusa è di atti persecutori. Si conclude così, con le manette ai polsi dell'ennesimo uomo che non ne voleva sapere di accettare di essere lasciato, una triste vicenda di terrore e sopraffazione consumati tra le mura domestiche.

Queste persone sono normalmente ex mariti o ex fidanzati ma anche semplici spasimanti rifiutati, che agiscono nei confronti delle loro vittime sulla base di una reale o parziale relazione o anche solo immaginaria.

La normativa, infatti, consente di reprimere gli "atti a contenuto vessatorio o minaccioso, che abbiano l'effetto di provocare un turbamento delle condizioni di vita, uno stato di soggezione, un grave disagio psichico o fisico o un giustificato timore per la sicurezza personale della vittima e delle sue persone care, costringendo la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita".

L'uomo in questione è sposato da 18 anni con una donna palermitana, casalinga 33enne; dopo i primi anni di matrimonio cominciano i primi maltrattamenti, a cui lei non riesce a sottrarsi né ha il coraggio di denunciare, i due hanno tre figli tra i 4 ed i 9 anni di età e risiedono a Bagheria, comune alle porte del Capoluogo.

Dopo lunghi ed interminabili anni di soprusi e umiliazioni, la vittima, a febbraio scorso, trova la forza di affrontare il marito e di parlargli, gli dice di essere stanca di quella situazione, di volerlo lasciare, sperando che accetti l'idea di una separazione, unico modo per risolvere i problemi.

Accecato dalla rabbia, l'uomo non accetta la scelta della moglie, inizia così a ingiuriarla, offenderla, a seguirla e a controllarle il telefono ossessionato dalla gelosia, la costringe a stare chiusa in casa e a non avere alcun tipo di rapporto con nessuno.

La donna subisce di tutto, fino allo scorso 13 settembre, giorno in cui decide di andare via, di rifugiarsi a casa del padre che abita in un appartamento a Palermo in zona Corso Olivuzza, portando con sé i bambini. Il marito scoperta la fuga, va sotto casa del suocero inveendo contro di lei, ingiuriandola e minacciandola di tornare a casa immediatamente.

Nella stessa giornata si reca per ben tre volte presso l'abitazione, dove si trova la moglie, sempre con le stesse intenzioni e ogni volta sempre più aggressivo tant'è che l'ultima volta si presenta con un coltello minacciandola di morte, solo l'intervento di una pattuglia di Carabinieri riesce a calmare l'uomo e a farlo allontanare definitivamente.

La donna, stanca delle continue minacce e preoccupata per l'incolumità sua e dei suoi figli, decide finalmente, nella mattina del 14 settembre, di denunciare il marito, confidando tra le lacrime ai Carabinieri di sei mesi trascorsi tra atti vessatori che l'avevano portata a un continuo stato di ansia e di paura.

Ma il 14 pomeriggio l'uomo torna nuovamente dalla moglie: la minaccia, manifesta tutta la sua gelosia, la ingiuria, la donna impaurita chiama i Carabinieri, che immediatamente arrivano bloccando l'uomo in evidente stato di agitazione e traendolo in arresto con l'accusa di stalking.

L'uomo è stato sottoposto al rito direttissimo al termine del quale, l'arresto è stato convalidato e l'uomo condannato alla misura dell'allontanamento dalla casa familiare.

Come noto, l'Arma dei Carabinieri pone molta attenzione al delicato reato quello dello "stalking", ed ha da tempo predisposto la presenza di personale specializzato, generalmente militari di sesso femminile, impegnati nella trattazione della particolare problematica e nella gestione delle vittime, mediante la frequenza di appositi corsi, a partire dalla articolazioni periferiche presenti sul territori, quali le Stazioni Carabinieri, proprio con il fine di offrire una assistenza tempestiva a qualificata, sin dalle prime battute vale a dire gli interventi sulla strada delle pattuglie impegnate nel controllo del territorio.

Infine, dal Colonnello Teo LUZI Comandante Provinciale Carabinieri di Palermo, continua l'appello affinché le vittime di stalking si rechino presso i Comandi dell'Arma per denunciare.