Al via le Pocketragedy

Domani al Chiostro di santa Chiara a Termini Imerese alle 21.15, con ingresso libero, prenderanno il via le "POCKETRAGEDY" riduzioni e regia di Claudia Puglisi. Con Silvia Scuderi Gaetano Basile, Alessandro Claudio Costagliola, Andrea Saitta e Virgilio Rattoballi.
L′idea nasce dall′esigenza di dover rappresentare l′Amleto di Shakespeare nell′arco di soli 18 minuti, in occasione dell′edizione 2008 del Festival internazionale di regia "Fantasio Piccoli".
Si è dunque pensato di fare della limitazione un punto di forza, immaginando l′intera opera ridotta alla durata richiesta. Ovviamente si sono dovute eliminare alcune scene, e gli attori sono stati ridotti in modo che ognuno potesse interpretare più ruoli.
Nell′ottica della brevità, inoltre, i dialoghi sono stati velocizzati, ma le parole sono rimaste quelle di Shakespeare. In una società che ci costringe a correre senza darci la possibilità di osservare ed ascoltare, dove non si lascia né tempo né spazio ai grandi classici (quelli cioè che hanno contribuito all′arricchimento della mente umana), ecco l′idea delle "PockeTragedy".
Una provocazione al ritmo frenetico dei nostri giorni, che ripropone i grandi miti del passato, archetipi del comportamento umano, in una trilogia che vede cinque tragedie Shakespeariane (Amleto, Macbeth, Re Lear, Riccardo III° e Otello) rappresentate nella durata complessiva di un′ora. Alle tre si aggiunge anche la più nota opera shakespeariana, Romeo e Giulietta, che non si sviluppa per intero, ma solo in forma di intermezzo fra le altre storie. Ognuno dei testi è stato ridotto all′essenza della sua storia e dei suoi personaggi, senza però modificare il linguaggio poetico e complesso dell′autore. Così facendo si esprime un giudizio su ciascuna opera e se ne traggono delle conclusioni. La speranza è quella di riuscire a stimolare l′interesse, specie dei più giovani, nei confronti delle suddette tragedie, con un linguaggio comico e grottesco che però non tradisce il senso profondo di ciascuno dei testi.
L′intero spettacolo vuole evidenziare il ruolo di vittima che gli eroi vivono nelle tragedie, considerando come essi siano in realtà succubi delle circostanze create dagli altri personaggi, e mai i veri attanti nella storia. Fonte: [siciliainformazioni.com]