Le ferrovie distruggono un bunker militare dell'ex C.F. 53
- Campofelice,
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Gli operai delle ferrovie hanno distrutto una postazione militare costruita dai fascisti durante la seconda guerra mondiale.
Il Ns. territorio da un ventennio subisce un processo di annientamento della memoria storica nella città.
Nelle vicinanze del fiume Roccella recentemente è stato eliminato il casello ferroviario n.53 davanti al quale esisteva una postazione militare in cemento risalente agli anni quaranta, costruita dai fascisti - L′ operazione Husky, lo sbarco in sicilia che partì dal sud dell′isola.
Di questi bunker ne esistevano sette: Il primo vicino la torre Roccella ad ovest, distrutto ; Il secondo spiaggia di Roccella (casa rosa) distrutto ; Il terzo spiaggia a mare c/da Pistavecchia ( ad ovest di Villa Lumia)distrutto ; Il quarto ex casello ferroviario n.53 (c/da Solfarelli) ad est della Torre, che segnava un punto altamente strategico cioè la seconda strada regia che collegava località Calzata.
Annientata dagli operai delle ferrovie per la realizzazione del doppio binario per l′alta velocità ; Il quinto in piazza Croce (vicino lo studio del dottor Dolce)distrutto; Il sesto era presente nell′orto "zà peppa " (Sommerso e seminascosto dal terrazzo del ristorante Don Gaspare; Il settimo l′unico bunker perfettamente conservato sarebbe quello del " cozzo Carapè". (antico parcogiochi alla fine della scalinata)ancora esistente.
La struttura presente in unico ambiente parzialmente circolare preceduto da un corridoio d′accesso munito di feritoie rettangolari.
La struttura in cemento è un interessante esempio di architettura militare ed una testimonianza del complesso sistema di difesa costiera che si estendeva all′intera isola, che meriterebbe di essere tutelata.
Ed ancora di recente in Località Calzata, alcuni ignoti hanno rubato una pietra miliare alta 1,20 X 40 X 20 dal peso di oltre 100 Kg. (questa pietra) venne posta verso la fine del 1.800) La pietra di confine delimitava l′antico feudo dei Cammarata è la proprietà degli italoamericani "che partirono da garzoni è tornarono da padroni" che nel primo novecento furono cacciati in malo modo.
Noi dopo le numerose segnalazioni dei citttadini i quali invitano l′amministrazione comunale e le varie autorità competenti ha prendere i dovuti provvedimenti per la tutela e la promozione del patrimonio esistente nel Ns. territorio.