Palermo: stalking, carabinieri in aiuto alle donne, arrestato un 68enne
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I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Palermo hanno tratto in arresto con l′accusa di "stalking", un commerciante 68enne, pregiudicato palermitano.
La vicenda di seguito riportata, ha inizio a metà del mese di marzo di quest′anno quando la vittima, un′impiegata palermitana di 53 anni decide di interrompere la loro relazione sentimentale durata oltre 30 anni.
Sono le 06.50 circa quando la donna, disperata telefona al 112 del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo chiedendo aiuto all′operatore, che immediatamente dispone l′intervento dei Carabinieri presso la sua abitazione in zona villaggio Santa Rosalia.
Sul posto sono giunte immediatamente due gazzelle del Nucleo Radiomobile che hanno contattato la donna, che tra le lacrime ha raccontato che aveva richiesto il loro intervento perché poco prima si era affacciata dal balcone della sua abitazione ed aveva visto passare la Toyota Yaris dell′ex compagno che girava intorno all′edificio e che non era riuscita ad uscire di casa per andare al lavoro terrorizzata dalla paura al solo pensiero di incontrarlo.
Tra le lacrime ha rivelato ai militari dell′Arma la sua disperazione della situazione insopportabile che andava avanti proprio dal momento della rottura del rapporto, da quando aveva deciso, dopo oltre 30 anni, di interrompere la relazione con quell′uomo sposato e con figli ormai grandi.
Da quell′istante non aveva avuto più pace, era continuamente minacciata e perseguitata da quell′uomo che anche in quel momento si aggirava attorno alla sua abitazione, alla guida della macchina di colore grigio di cui conosceva anche la targa a memoria, era riuscita inoltre a descriverlo con dovizia di particolari, infatti aveva dichiarato ai militari che l′uomo indossava una camicia di colore azzurro ed un paio di pantaloni di colore bianco e si era allontanato poco prima dell′arrivo dei Carabinieri.
La ricerca dell′uomo è durata pochissimi minuti, infatti, mentre stavano parlando, la donna ha indicato col dito un uomo segnalandolo ai Carabinieri e riconoscendolo quale il suo persecutore.
L′uomo che in quel momento era in piedi fermo sul marciapiede, dietro alcune autovetture parcheggiate, non appena si è visto indicato ha accennato ad allontanarsi dal luogo a passo veloce e la donna è stata invitata a tornare velocemente in casa.
Il soggetto, è stato fermato a poca distanza dopo un breve inseguimento, dopo essere stato identificato dai Carabinieri che hanno rinvenuto a poca distanza la Toyota Yaris, ha confermato quanto poco prima detto dalla donna e quindi accompagnato in caserma.
La donna in sede di denuncia ha dichiarato che non era la prima volta che l′uomo si era presentato sotto casa, e che in più occasioni, nel tentativo di recuperare il rapporto l′aveva chiamata al cellulare, al telefono fisso o le aveva inviato sms, in maniera sempre più frequente e assillante, per poi iniziare a seguirla e pedinarla per strada o raggiungerla sul posto di lavoro. Ogni volta la richiesta era sempre la stessa ovvero quella di riprendere la relazione sentimentale. A ogni richiesta la donna aveva risposto di non volere più ritornare con lui e che trascorso circa un mese da quando l′aveva lasciato, lui aveva iniziato anche a minacciarla di morte sia di persona sia al telefono. Dal mese di marzo aveva vissuto una situazione insostenibile, ogni volta che usciva da casa, era terrorizzata dal fatto che lo potesse incontrare e farle del male. Una pressione psicologica tale da costringerla a vivere in un costante stato d′ansia, paura ed agitazione, tale da costringerla spesso a cambiare le abitudini di vita ed il modo di vivere. Stanca di quanto stava vivendo aveva deciso di denunciare quanto stava accadendo, ma nonostante il suo persecutore fosse stato raggiunto da un provvedimento di ammonimento dall′avvicinarla sensi dell′Art. 8 della Legge del 23.04.2009 nr.38 e denunciato in stato di libertà ai sensi dell′Art. 612 bis comma 2 del C.P. per stalking, il comportamento non era mai cambiato, anzi si era fatto sempre più pressante ed assillante, tanto da fare aumentare al tal punto lo stato d′ansia e di paura da costringerla a sentirsi braccata ed a vivere segregata in casa da cui uscire solo per correre al lavoro.
In alcuni casi pur di potere raggiungere il posto di lavoro aveva dovuto chiedere al cognato di accompagnarla nel tragitto casa lavoro e viceversa garantendole l′incolumità.
Considerata la gravità del fatto, i precedenti del 68enne e le risultanze delle indagini, i Carabinieri lo hanno tratto in arresto per stalking, terminate le formalità di rito è stato tradotto presso il carcere Ucciardone a disposizione dell′Autorità Giudiziaria.
Di seguito si riportano alcuni consigli
Dal momento che non tutte le situazioni di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente sulle modalità di difesa che devono essere adattate alle circostanze e alle diverse tipologie di persecutori. Si possono tuttavia dare dei suggerimenti in linea generale:
tenete presente che prendere consapevolezza del problema è già un primo passo per risolverlo. A volte, invece si tende a sottovalutare il rischio e a non prendere le dovute precauzioni come per esempio, informarsi sull′argomento e adottare dei comportamenti tesi a scoraggiare, fin dall′inizio, comportamenti di molestia assillante;
ricordate che, in alcune circostanze, di fronte ad una relazione indesiderata, è necessario "dire no" in modo chiaro e fermo, evitando improvvisate interpretazioni psicologiche o tentativi di comprensione che potrebbero rinforzare i comportamenti persecutori dello stalker;
la maggior parte delle ricerche ha rilevato che la strategia migliore sembra essere l′indifferenza. Infatti, sebbene per la vittima risulti difficile gestire lo stress senza reagire, è indubbio che lo stalker "rinforza i suoi atti sia dai comportamenti di paura della vittima, sia da quelli reattivi ai sentimenti di rabbia;
cercate di essere prudenti e quando uscite di casa evitate di seguire sempre gli stessi itinerari e di fermarvi in luoghi isolati e appartati;
in caso di molestie telefoniche, tentate di ottenere una seconda linea e utilizzate progressivamente solo quest′ultima. Registrate le chiamate (anche quelle mute). Ricordate che per far questo è necessario, al momento della telefonata, rispondere e mantenere la linea per qualche secondo (senza parlare), in modo da consentire l′attivazione del sistema di registrazione dei tabulati telefonici;
tenete un diario per riportare e poter ricordare gli eventi più importanti che potrebbero risultare utili in caso di denuncia;
raccogliete più dati possibili sui fastidi subiti, per esempio, conservate eventuali lettere o e-mail a contenuto offensivo o intimidatorio;
tenete sempre a portata di mano un cellulare per chiamare in caso di emergenza;
se vi sentite seguiti o in pericolo, chiedete aiuto, chiamate un numero di pronto intervento, come per esempio il "112" o rivolgetevi al più vicino Comando Carabinieri.