Il riscatto di Termini può venire dal turismo

Nella mostra "L′ultima città", sono esposti i più antichi corredi funerari, circa 250 reperti, rinvenuti nelle necropoli degli insediamenti fenici di Palermo e Solunto, nonché alcuni tra i reperti più significativi rinvenuti nel corso delle ricerche, ancora in atto, condotte nelle necropoli della greca Himera dove, tra l′altro, sono state riportate alla luce le fosse comuni destinate ai caduti delle grandi battaglie del 480 a.C. e del 409 a.C.
Aprono l′esposizione alcuni materiali provenienti da contesti indigeni - in particolare dalle necropoli di Manico di Quarara (Montelepre-Carini) e di Monte Castellazzo di Poggioreale - che attestano le intense relazioni di questi centri dell′entroterra con le colonie greche della costa. Secondo Armao, "Con la mostra abbiamo inteso rispondere al disimpegno della Fiat proprio nell′area di Termini Imerese, con l′istituzione del parco archeologico di Himera. I reperti archeologici recuperati dovranno essere esposti, in via definitiva, nei caseggiati inseriti nel parco e per questo ho richiesto proprio alla Fiat di mantenere gli impegni e fare, come preannunciato, la propria parte per il rilancio del territorio termitano anche finanziando il restauro di questi caseggiati"."La mira complessiva - ha aggiunto Armao - è quella di valorizzare il bacino fra Termini Imerese e Campofelice promuovendolo e rilanciandolo proprio attraverso il binomio inscindibile cultura — turismo". Fonte: [qds.it]