A Palermo la prima mostra della collezione di Vittorio Sgarbi
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Alla fine, siamo anche riusciti a strappargli qualche domanda, ma ve ne renderemo conto alla fine perché la vera notizia è un′altra: la prima esposizione pubblica di opere d′arte provenienti della collezione privata di Vittorio Sgarbi, si terrà a Palermo, a palazzo sant′Elia, a partire dal prossimo febbraio, quello cioé 2011. Una selezione di 500/300 pezzi — il numero esatto è ancora da definire — tra gli oltre 4.000 di proprietà del critico d′arte più popolare d′Italia. A renderlo noto, è stato lo stesso Sgarbi, in occasione di un incontro organizzato al Castello Utveggio di Palermo, dal Rotary Club Parco delle Madonie, lo scorso 30 aprile. Intervenuto per presentare il suo ultimo libro — L‘Italia delle Meraviglie, edito da Bompiani, per la collana I Saggi — il noto intellettuale e uomo politico, ha intrattenuto con una lunga relazione il numeroso pubblico presente. Le osservazioni di carattere estetico e storico sulle ragioni e il significato del volume da poco pubblicato — celebrare l′unità d′Italia con un excursus attraverso alcune delle meno note ma altrettanto stupefacenti meraviglie del suo patrimonio artistico — sono state intervallate da cenni biografici, aneddoti e riferimenti alle diverse attività che lo vedono protagonista. Non ultima, quella di sindaco della cittadina siciliana di Salemi. A tal proposito, dopo aver contestato logo e slogan scelti dalla regione siciliana per celebrare l′anniversario dello Sbarco dei Mille e ricordando che proprio Salemi fu la prima capitale del neonato Regno d′Italia, Sgarbi ha colto l′occasione per lanciare anche alcune delle prossime iniziative, che avranno come teatro la cittadina siciliana: la visita del capo dello stato Giorgio Napolitano, nonché l′inaugurazione del primo Museo della Mafia, l′11 maggio prossimo. Come già anticipato, siamo anche riusciti a strappargli qualche domanda: - Se avesse dovuto scrivere un libro non sulle bellezze del nostro paese, ma sulle sue brutture, quali sarebbe state le prime tre a cui avrebbe pensato? Le pale eoliche, il complesso costruito intorno l′Ara Pacis di Roma… e poi ci sarebbe un orribile palazzo a Foligno. - Immaginavo che avrebbe fatto riferimento alle pale eoliche e all′Ara Pacis, viste le sue note prese di posizione al riguardo. Ma perché proprio questi "oggetti" sono secondo lei i peggiori o quelli capaci di rappresentare un′estetica del brutto "nazionale"? - Perché quello che mi fa infuriare di più, non è il brutto che deriva della speculazione. Quello ha un senso: perverso, ma c′è là. Ha una sua logica. Quello che invece detesto è l′atteggiamento e il risultato degli interventi di coloro i quali sono ritenuti e si ritengono grandi artisti o architetti e riescono mirabilmente a compiere degli scempi. Fonte: [palermo.bloggalo.it]