SABATO CERIMONIA DI CONSEGNA DI UN BENE CONFISCATO ALLA MAFIA

A gestirlo sarà la "Cooperativa Porta delle Madonie"; verrà utilizzato per fini sociali. Sabato 24 aprile, cerimonia di consegna di un bene confiscato alla mafia, affidato mediante bando pubblico alla Cooperativa "Porta delle Madonie", alla cerimonia interverranno autorità civili, militari e religiose. La giornata si svilupperà in due momenti, alle ore 10,00 presso il monumento ai caduti e alle vittime della mafia nella villa comunale "Peppino Impastato", dove il Sindaco Francesco Vasta deporrà una corona d′alloro in onore a tutte le vittime della criminalità organizzata, seguiranno gli interventi delle autorità. Alle ore 12,00 il trasferimento presso la struttura confiscata dove avverrà materialmente la consegna delle chiavi della villa intitolata a "Pio La Torre".
L′Amministrazione Comunale sin dall′insediamento si è impegnata nella lotta alla mafia e per l′affermazione dei principi di legalità e nell′ottica di tale azione ha richiesto ed ottenuto l′assegnazione del bene con decreto n.10419 del 10/3/2008 con il quale l′Agenzia del Demanio di Roma (Direzione beni sequestrati e confiscati), ha disposto il trasferimento al patrimonio comunale di una villa bifamiliare sita nel Comune nella contrada Solfarelli, sotto la stazione ferroviaria. La Giunta Municipale aveva approvato lo schema di bando pubblico per l′assegnazione ai sensi dell′art.3 della legge 7 marzo 1996 n.109, dopo avere attivato un percorso con la cooperativa "ALI", (Ambiente Legalità Intercultura) che è impegnata nella promozione di attività legate al rispetto dell′ambiente, alla diffusione della cultura della legalità e all′affermazione dell′universalità dei diritti.
Al Comune sono arrivate 3 offerte e la commissione comunale composta dalla dirigente del Comune Giuseppa Palazzolo, da Alessandro Ficile, da Michele Trimarchi, da Clementina Fatta e Giulio Giardina, ha ritenuto più confacente alle finalità del bando il progetto della cooperativa "Porta delle Madonie" intitolato "Turismo, cultura e legalità". La strategia progettuale è quella di valorizzare il bene confiscato, rispettando la sua naturale vocazione a diventare una struttura ricettiva, ma facendolo diventare nel contempo un luogo simbolo territoriale di stimolo e sostegno alla cultura della legalità e delle altre istanze sane di una matura cultura civica.
Il vice sindaco Pietro Testaiuti afferma: "Finalmente riusciamo a restituire un bene alla comunità, sottratto ai mafiosi, e l′intitolazione a Pio La Torre assume il significato pregnante del ricordo di un uomo che ha perso la vita per combattere la mafia". L′Amministrazione Comunale ritiene questa consegna una tappa importante di un percorso che la vede impegnata nella richiesta al Demanio di altri siti confiscati alla mafia che, in un prossimo futuro, si spera possano essere assegnate alla comunità Campofelicesi. Gaetano Messina