DELL'UTRI 'TRAMITE DELLA MAFIA'. IL PG CHIEDE 11 ANNI
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Fa di tutto per ostentare sicurezza, Marcello Dell′Utri. Ed esce dall′aula mentre il Pg Antonino Gatto chiede per lui una condanna a 11 anni di reclusione nel processo di secondo grado che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa.
"Mi sono allontanato a mangiare lo ′sfincione′ a Porta Carbone - dice ai giornalisti —. Era buonissimo". Poi veste il ruolo di vittima e grida, ancora una volta, al complotto: "In primo grado (dove è stato condannato a 9 anni di carcere ndr.) c′è stata una determinazione assoluta di avere la mia condanna. Spero che le cose possano cambiare".
Nella lunga e travagliata requisitoria del Procuratore Generale, terminata questa mattina a Palermo però, se cambiamento c′è stato non è stato a suo favore. Perché l′imputato, ha dichiarato la pubblica accusa, confermando le conclusioni dei primi giudici "è stato al servizio dell′organizzazione mafiosa per oltre un trentennio". Mentre "nel processo d′appello sono emersi ulteriori elementi a suo carico": "Le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza che si inseriscono armonicamente nelle acquisizioni probatorie, confermando tra l′altro i rapporti tra Dell′Utri e i fratelli Graviano, capimafia di Brancaccio" e "l′ulteriore propensione del senatore a inquinare le prove a suo carico". Il riferimento, in quest′ultimo caso, è alla vicenda del falso pentito della Sacra Corona Unita Cosimo Cirferta, con il quale Dell′Utri si sarebbe accordato al fine di screditare i tre collaboratori di giustizia siciliani Onorato, Guglielmini e Di Carlo, interrogati dai pubblici ministeri.
"Tramite l′avvocato difensore di Cirfeta - ha spiegato Gatto - Dell′Utri ha promesso soldi e un lavoro". "In cambio, chiedeva delle dichiarazioni che avrebbero dovuto scagionarlo". Nel complotto del falso pentito, secondo il Pg, avrebbe inoltre avuto una sua parte "l′agente Betulla, ovvero il giornalista Renato Farina che è stato giudicato in altra sede per aver aiutato alcuni agenti segreti ad eludere le investigazioni nei loro confronti, nell′ambito delle indagini sul rapimento di Abu Omar". Una vicenda che "ci dice dei mezzi istituzionali di cui l′imputato si è servito per deviare le indagini".
Prima di esprimersi sulla condanna, Antonino Gatto ha ricordato ancora i rapporti tra il boss Vittorio Mangano e il premier Silvio Berlusconi mediati, ha detto, proprio dal senatore del Pdl. E le dichiarazioni di un altro collaboratore di giustizia, Salvatore Cucuzza, opportunamente riscontrate e che la Procura generale ha rielaborato, certificando l′impegno di Marcello Dell′Utri "per l′approvazione di due provvedimenti legislativi volti a favorire Cosa Nostra".
Sull′aggravamento della pena rispetto alla sentenza di primo grado Gatto ha inoltre spiegato: "Se la giustizia è proporzionale, è giusto ricordare che la Corte d′Appello di Palermo ha inflitto 10 anni per infedeltà ad un ex rappresentante delle forze dell′ordine. E le infedeltà commesse da costui sono state commesse con modalità meno devastanti di quelle compiute da Marcello Dell′Utri".
I rappresentanti della parte civile, Comune di Palermo e Provincia di Palermo, si sono associati alla richiesta del Pg. Il processo è stato rinviato al 30 aprile per l′inizio delle arringhe difensive. La sentenza, invece, è prevista per l′11 giugno.
Fonte: [antimafiaduemila.com]