FIAT: TERMINI SI FERMA PER CIG, MA ACCENDE MOTORI MOBILITAZIONE

Nuovo stop da oggi alla catena di montaggio dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Due le settimane di cassa integrazione. L′impianto ripartirà il 3 maggio. Nel frattempo, anche alla luce dei risultati del tavolo di ieri al ministero dello Sviluppo economico, considerati deludenti dai sindacati, si tengono accesi i motori della mobilitazione. Dalla prossima settimana amministratori locali del comprensorio e sigle sindacali si confronteranno sul da farsi. Certa la protesta del 21 aprile, in concomitanza con la presentazione del piano industriale del Lingotto. "Una iniziativa oggi ancora più importante - dice Vincenzo Comella della Uilm - che rimarcherà il nuovo protagonismo in questa fase degli operai e dei sindacati". Specie a fronte dei timori legati alle indiscrezioni sul dimezzamento della produzione nel 2010, da 80 mila e 35 mila vetture, con un contestuale avvio di sei mesi di cassa integrazione.
Sono 21 le manifestazioni d′interesse ricevute per lo stabilimento, di cui 14 più concrete e 11 già in avanzata fase di analisi da parte dell′advisor Invitalia. Sei proposte riguardano l′automotive, tre il manifatturiero, tre la ricerca, una il settore dei media e una quello agricolo. Tra quelle che hanno autorizzato la diffusione della loro ragione sociale ci sono Cape Regione Sicilia, De Tomaso, Hong Kong Tai, Fen Tech e Frisia. Le proposte verranno confrontate con quelle che emergeranno a valle dell′invito internazionale a manifestare interesse che sarà pubblicato nelle prossime settimane. Un nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico è stato fissato per il prossimo 3 giugno. Per i sindacati bisogna accelerare: il termine del 31 dicembre 2011, data in cui Fiat lascerà Termini, è sempre più vicino. Fonte: [agi]