AUMENTA DISOCCUPAZIONE MA SCARSEGGIANO ARTIGIANI. CONFARTIGIANATO PALERMO: CREARE BOTTEGHE-SCUOLA

Licenziamenti, cassa integrazione, aziende che falliscono sono ormai all′ordine del giorno. Secondo l′Istat la crisi economica nel 2009 ha causato in Italia la perdita di 380 mila posti di lavoro.
Il tasso di disoccupazione è salito al 7,8% e la ricerca di un impiego è diventata quasi impossibile. Eppure c′è un settore che riscontra delle serie difficoltà per il motivo opposto. L′artigianato che fatica a trovare professionisti con 23.470 posti di lavoro rimasti vacanti nel 2009 su tutto il territorio nazionale.
Il tormentone che ci sta accompagnando in questi mesi riguarda il made in Italy definito come ancora di salvezza per l′economia del Bel Paese. Purtroppo servono risorse umane alle aziende e gli artigiani sembrano proprio non esserci.
"Manchiamo di specializzazioni — commenta Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo — le scuole professionali hanno riempito alcuni settori dimenticandone altri. Per esempio sono sorti molti parrucchieri, ma se facciamo un′indagine scopriremo che molti di loro lavorano nelle case dei clienti creando lavoro nero. Solo a Palermo nel 2009 — prosegue Reina - 1500 imprese si sono cancellate dalla Camera di Commercio perché chi è in regola non riesce ad essere competitivo nel mondo del lavoro".
La difficoltà di reperire giovani da inserire nel mondo degli artigiani risiede soprattutto nella diffidenza da parte di ragazzi che molto spesso preferiscono lavorare nei call center che non nelle botteghe.
"L′artigianato — continua Reina — è stato sempre presentato come un lavoro faticoso e poco remunerativo ma non è così. L′artigiano ha la soddisfazione di creare qualcosa di suo. Certo apprendere il mestiere richiede tempo ma fare bottega significa avere un contratto retribuito, difficile da ottenere in altri settori".
"Le botteghe scuola sono la soluzione al problema — dice Reina — bisogna formare gli artigiani per poi assumerli con un contratto a tempo indeterminato. Molti settori rischiano di morire e quindi bisogna intervenire dove mancano le unità lavorative. Per esempio i falegnami non avrebbero difficoltà a trovare un posto di lavoro, eppure non ce ne sono".
In Sicilia i problemi degli artigiani non finiscono qui. Le difficoltà di accesso al credito o i problemi di adeguamento alle normative ambientali per le aziende del centro storico di Palermo sono solo alcuni degli ostacoli.
"Fare impresa in Sicilia è diventato pesante — conclude Reina — tasse eccessive e normative complicate mettono in condizione l′artigiano di fuggire. Bisogna semplificare le leggi e venire incontro agli artigiani per aiutare un settore in piena emergenza". Fonte: [siciliainformazioni.com]