FIAT - L'IDEA PER TERMINI. LO SCIENZIATO PALAZZETTI

«Luce e riscaldamento dal motore di un′auto» Come si può riconvertire Termini Imerese, la fabbrica che la Fiat vuole chiudere dalla fine del 2011? In Germania la Volkswagen ha da poco siglato un accordo con la ditta energetica Lichtblick, che porterà entro il 2010 alla costruzione e installazione di centomila micro-cogeneratori EcoBlue: apparecchiature che, grandi come un congelatore, sono delle «mini-centrali» domestiche. Al loro interno gira un motore a biogas, derivato dai propulsori di serie della Golf, che produce calore e muove un generatore elettrico.
Sì, luce e riscaldamento dal motore dell′auto. E a un costo molto ridotto, se paragonato alla costruzione di grandi centrali, magari nucleari. Seppure l′economia italiana sia ancor oggi a un bassissimo livello tecnologico rispetto a quella tedesca, fu proprio un nostro scienziato, Mario Palazzetti, a brevettare nei primi anni ′70 presso il Centro Ricerche Fiat il «Total Energy Module» (Totem), la prima «mini-centrale» di questo tipo. Usando, a suo tempo, il motore di una 127. Come nasce la sua invenzione, ingegnere?
Ho lavorato dal ′62 in Fiat. Dal mio ufficio è nata l′elettronica sull′auto, alla fine degli anni ′60. Un dispositivo che si chiama Abs e che una volta si chiamava Antiskid è frutto di brevetti depositati a quell′epoca. Non fu mai prodotto in Italia, dove si è aspettato che negli anni ′80 arrivasse la Bosch con l′Abs. Durante la mia attività in Fiat, collaborai con un gruppo dal quale nacque l′idea di non sprecare l′enorme quantità di calore che si libera quando un combustibile viene utilizzato per creare energia meccanica. Il nostro slogan era: «Dove c′è una fiamma deve esserci un motore». E la co-generazione diventò un riferimento. Può spiegare che cosa è il Totem?
Il Totem va pensato come una «caldaia» che eroga 39kw di potenza termica alimentata a metano e 15kw di potenza elettrica. Serve a generare energia elettrica laddove c′è bisogno di energia termica. Una macchina che, se prodotta con criteri automobilistici, come costo all′unità di potenza sarebbe il modo più economico di produrre energia elettrica. È un peccato che continui a non essere utilizzata, dato che può gestire anche delle potenze elevate. Ma oggi questa realtà potrà essere misurata in pratica dalla Volkswagen. E spero che si comprenderà la grande opportunità che sta nello sviluppo di questa tecnologia, la quale non comporta delle innovazioni particolari. Siamo perfettamente attrezzati per fare questi tipi di macchine. Si tratta solo di sviluppare le fabbriche adatte, ma specialmente l′organizzazione di sistema. Questo tipo di energia dovrebbe essere utilizzata dalle utility elettriche o ancor più del gas. Se una compagnia come l′Italgas mettesse queste macchine nelle cantine dei privati, e invece di vendere gas vendesse energia elettrica e acqua calda, potrebbe aprire un nuovo mondo. Facendo soldi, eliminando CO2 e avviando una piccola rivoluzione, la stessa che fu osteggiata in passato dagli enti elettrici, che vedevano queste forme di autoproduzione come un disturbo. Alla luce di questo accordo tedesco, lei vede la possibilità di riconversione di Termini Imerese da parte della Fiat?
Il problema del Totem è un problema di enti elettrici. È chi fa energia elettrica che deve decidere di andare in quella direzione. Penso che la Fiat non possa decidere di aprire a un settore come questo se l′ente elettrico non vuole. La Fiat non avrebbe alcuna difficoltà a realizzare macchine di questo tipo. Ma nessun ente elettrico vuole che ci si «intrometta» nel suo sistema. È una scelta che sta nell′ambito della politica energetica, più che nel settore dell′auto. Anche l′operazione della Volkswagen si avvale della collaborazione di un ente elettrico. Fonte: [ilmanifesto.it]