FAVORIVA LA PROSTITUZIONE DI UNA GIOVANE PALERMITANA, ARRESTATA MAITRESSE

Si è chiuso il cerchio attorno ai responsabili di reati che con più azioni in esecuzione del medesimo disegno criminoso, offendono valori, quali il buon costume e la moralità, altamente preziosi e meritevoli di tutela, scoperti dai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo a seguito di complesse indagini, che hanno portato alla luce una fiorente attività dedita all′asse della "prostituzione sommersa", tra i comuni di Palermo - Misilmeri e Cefalù.
Solo il primo del mese, i Carabinieri della Compagnia di Misilmeri avevano tratto in arresto due uomini, insospettabili mariti e padri artefici principali dell′ennesimo squallido caso di cronaca, dando esecuzione ad un′ordinanza cautelare in carcere emessa lo scorso 29 marzo dall′Ufficio G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese, nei confronti di B.a. 28enne di Bolognetta e S.g. 35enne di Misilmeri, associati presso il carcere "Cavallacci" a disposizione dell′Autorità Giudiziaria che ha emesso i provvedimenti restrittivi.
Le indagini, si sono protratte sino a qualche giorno fa, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cefalù hanno dato esecuzione ad un′altra misura cautelare, questa volta però, nei confronti di una casalinga G. L., 47enne della Provincia di Palermo. L′accusa nei confronti della maitresse è quella di favoreggiamento alla prostituzione.
A far scattare il campanello di allarme, le numerose denunce anonime pervenute al "112" dei Carabinieri di Cefalù, da cittadini, che avevano notato un insolito via vai di persone, aggirarsi nei pressi di una abitazione, posta in un vicoletto nel cuore del centro storico della cittadina normanna.
Per tali motivi, venivano quindi avviati una serie di servizi di osservazione al fine di verificare quanto di veritiero era stato appreso. Difatti, proprio nell′abitazione descritta, i militari dell′Arma notavano entrare ed uscire, a distanza di pochi minuti, uomini di diverso ceto e classe sociale. L′attività investigativa, protrattasi per circa un mese, ha consentito di appurare, anche tramite l′ausilio di attività tecniche di intercettazione e numerosi appostamenti, che la donna, non solo aveva personalmente stipulato il contratto di affitto relativo a quell′abitazione, ma che in quella casa faceva prostituire una giovane donna palermitana.
Dalle intercettazioni telefoniche è emerso che era proprio la 47enne palermitana ad aver pubblicato alcuni annunci sul quotidiano "Giornale di Sicilia" il cui tenore faceva ben intendere che venissero offerte prestazioni sessuali come ad esempio quello che recitava: "Cefalù. Novità nuovissima massaggiatrice appena arrivata riceve solo per pochissimi giorni"; ed era sempre la stessa maitresse a rispondere al telefono nonché ad accogliere i vari clienti, enunciando loro le tariffe in base ai tipi di prestazione richiesta, tariffe che andavano dalle 50,00 alla 150,00 euro per ogni cliente e che gli orari in cui le prestazioni iniziavano e finivano erano, rispettivamente dopo le 8 e mezza del mattino fino a mezzanotte.
Nel corso delle indagini è stato accertato che la stessa casalinga, in un apposito servizio, veniva fermata a Cefalù a bordo di un′utilitaria, una Fiat Punto, nei pressi di piazza Cristoforo Colombo. Dal controllo è emerso che la stessa era in compagnia del proprio compagno convivente 39enne, del figlio 38enne, alla guida del mezzo S.g. 35enne di Misilmeri e la di lui moglie, una 33enne, casalinga. Le due donne, in precedenza erano state notate dagli investigatori uscire frettolosamente proprio da quella abitazione posta in un vicoletto nel cuore del centro storico cittadino, per poi salire a bordo dell′utilitaria.
La maitresse, in base a quanto è emerso dal racconto dei numerosi "clienti" ascoltati dai Carabinieri, in alcuni casi rimaneva ad assistere alla consumazione dell′atto sessuale, in altri, all′interno di una stanza attigua alla camera da letto, dove la 33enne ed i vari clienti si appartavano.
La figura della G.l., si colloca quale anello di collegamento nelle indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Misilmeri e della Compagnia di Cefalù.
Dagli sviluppi investigativi, inoltre, evidenziano una sorta di "vera e propria professionalità "nella condotta da parte dell′indagata, emerge dalla abilità e dimestichezza nel gestire i contatti con i clienti, nell′approntare i locali di esercizio della prostituzione e nel promuovere tale attività anche attraverso ripetute inserzioni pubblicitarie su quotidiani di grande diffusione.
Per tali motivi, l′Autorità Giudiziaria, concordando pienamente con le ipotesi investigative condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Cefalù e del Gruppo di Monreale, ha applicato nei confronti della donna la misura coercitiva degli arresti domiciliari, con l′accusa di favoreggiamento alla prostituzione. Dichiarazione del Col. Teo Luzi, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo. "L′arresto di oggi segue le attività investigative sviluppate nei giorni scorsi nel comprensorio di Misilmeri.
Lo sfruttamento della prostituzione resta un reato odioso ancor più quando come in questo caso, amplificato da una rete di reciproche complicità volte a procacciare clienti.
In questo senso proseguono le indagini per appurare se altre donne siano cadute, più o meno consapevolmente, in questa rete che sembra ad oggi abbracciare l′intera provincia di Palermo".