IL PENTITO AVOLA: LOMBARDO 'AMICO' DEI BOSS

"Ricordo di averlo visto da Marcello D′Agata e in due occasioni in un luogo dov′era latitante Santapaola, si recava pressoché giornalmente presso il distributore di carburante di D′Agata e si appartava a parlare con quest′ultimo".
Il collaboratore di giustizia Maurizio Avola, ex-killer di fiducia del boss catanese Nitto Santapaola, parla così del Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. Per come emerso da alcune indiscrezioni giornalistiche in parte confermate, iscritto nel registro degli indagati della Procura di Catania con l′accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Le dichiarazioni di Avola, pubblicate questa mattina dal Corriere della Sera, risalirebbero a 4 anni fa e sarebbero parte di un verbale che i pm avevano chiesto di archiviare per mancanza di riscontri.
Archiviazione negata dal gip che avrebbe invece sollecitato nuovi accertamenti.
Il collaboratore di giustizia ha riferito fatti risalenti al ′91-92 quando il Presidente Lombardo era, a suo dire, in buoni rapporti con i vertici della mafia catanese. Considerato "un amico" da Marcello D′Agata, vice di Santapaola. "Poi compresi — ha proseguito Avola - che era un amico dell′associazione mafiosa perché ebbi occasione di incontrarlo, un paio di volte, presso l′abitazione di Salvatore Zappalà a San Giovanni La Punta dov′era latitante Santapaola".
"Lombardo — continua - mi è stato presentato e, in diverse occasioni, ho preso il caffè con lui attendendo D′Agata". Ma "non era ancora molto noto. Si presentò nel ′90-91, ma non venne eletto. In proposito D′Agata mi disse che forse non era andata a buon fine la raccomandazione fatta a Giuseppe Ercolano (altro boss, ndr)".Nel ′91, però, candidato alle regionali Lombardo vince con 64.887 voti, primo dei non eletti. E diventa assessore regionale agli Enti locali. Avola continua: "Già in quegli anni nelle riunioni di Cosa Nostra regionale si discuteva della costituzione di un partito unico siciliano che potesse mettere i paletti in Sicilia e non far entrare più nessuno. Nel ‘92 Eugenio Galea ne parlò con Riina".
Quanto alle ragioni degli incontri con Santapaola "escludo che i discorsi tra Lombardo e Santapaola potessero avere ad oggetto il reperimento di voti. Penso che si trattava di affari". Anche perché "Santapaola si è interessato solo di affari in quella occasione perché ho saputo che poi diede incarico a Ercolano di appoggiare Lombardo. Non ricordo di quale elezione si trattasse, ma avvenne dopo questi incontri".
In risposta ai pm sul perché non avesse parlato prima del Presidente della Regione, Avola spiega: "Ho chiesto di parlare perché ho visto Lombardo in televisione e mi sono ricordato che era la stessa persona che avevo visto in tante occasioni da D′Agata". Fonte: [antimafiaduemila.com]