L'ITALIA SOSTENIBILE NEL RAPPORTO DI LEGAMBIENTE
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Sono centinaia i Comuni italiani che oggi producono più energia elettrica di quanta ne consumino, attraverso nuovi impianti solari, eolici, geotermici, idroelettrici, da biomasse. È quanto emerge dal Rapporto Comuni Rinnovabili 2010, col quale Legambiente, in collaborazione con GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e Sorgenia, ha fotografato il quadro dell′Italia sostenibile. Il rapporto illustra il salto notevole che si è verificato in Italia nel numero degli impianti installati. Le fonti pulite, che fino a dieci anni fa interessavano una porzione limitata del territorio italiano, oggi sono presenti nell′86% dei Comuni. Sono ben 6.993 i Comuni italiani dove è installato almeno un impianto di produzione energetica da fonti rinnovabili. Erano 5.580 lo scorso anno, 3.190 nel 2008. E per quanto riguarda la diffusione, sono 6.801 i Comuni del solare, 297 quelli dell′eolico, 799 quelli del mini idroeletttrico e 181 quelli della geotermia. Le biomasse si trovano invece in 788 municipi, dei quali 286 utilizzano biomasse di origine organica animale o vegetale. Sulla base dei dati raccolti, l′associazione ambientalista ha stilato la classifica dei comuni che applicano le diverse tecnologie che sfruttano le fonti rinnovabili. In testa a quasi tutte le classifiche figurano comuni del Trentino Alto Adige e del Piemonte, dove la cultura delle energie cosiddette pulite è arrivata molto prima che nel resto d′Italia. Quanto alla Sicilia, Agrigento si distingue come grande centro dove l′eolico assicura una produzione pari al 127% del fabbisogno elettrico dei cittadini. Ed è proprio l′energia del vento a far spiccare numerosi comuni siciliani fra i 50 italiani col maggior numero di impianti eolici installati. Si tratta di Vizzini, Salemi, Francofonte, Carlentini, Caltavuturo, Naro, Regalbuto, Mazara del Vallo, Nicosia, Giarratana, Sclafani Bagni, Prizzi, Vicari. "Le azioni intraprese di recente da molti Comuni italiani stanno dando un contributo importante alla corsa nazionale per il raggiungimento degli obiettivi posti dall′Unione Europea in tema di energia rinnovabile′ ha commentato Gerardo Montanino, direttore operativo del Gestore dei Servizi Energetici. ′Questo grazie anche a una solida politica nazionale di incentivazione — ha sottolineato Montanino — che attraverso varie forme di sostegno si estende a tutte le fonti rinnovabili". Ma nonostante la forte crescita nella produzione, l′impiego di energie rinnovabili e la sensibilità dimostrata dai comuni, rimane netto il divario che ancora ci separa dai leader europei quali Germania e Spagna. "Nel 2009 la crescita delle fonti rinnovabili è stata fortissima (+13% di produzione), e dimostra quanto oggi queste tecnologie siano affidabili e competitive" ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente. "Ora occorre puntare con forza in questa direzione — ha aggiunto — capire quanto sia nell′interesse del Paese raggiungere gli obiettivi fissati dall′Unione Europea al 2020 per la riduzione delle emissioni di CO2 e la crescita delle rinnovabili. Per questo siamo preoccupati di fronte all′assordante silenzio che ci sta accompagnando alla scadenza del prossimo giugno, quando l′Italia dovrà comunicare all′UE il piano nazionale per rientrare nell′obiettivo al 2020 del 17% di rinnovabili". Fonte: [medeu.it]