PALERMO: PENSIONATO TENTA DI UCCIDERSI CON IL GAS TRATTO IN SALVO DAI CARABINIERI
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Il timore di una tragedia e momenti di panico si sono vissuti, nel pomeriggio di ieri, in un appartamento di via Archimede, completamente saturo di gas.
Non si è trattato in realtà di una accidentale fuga di gas, ma del gesto estremo di un pensionato, un 63enne, che ha aperto la valvola della bombola posta in cucina con il chiaro intento di farla finita.
L′intenso odore del gas che aveva saturato l′ambiente e che circondava l′appartamento ha richiamato l′attenzione dei vicini, che hanno chiesto l′intervento di Carabinieri e di Vigili del Fuoco.
Ed è stato proprio grazie al tempestivo intervento e al coraggio di due Carabinieri Militari Motociclisti del Nucleo Radiomobile di Palermo e del personale dei Vigili del Fuoco, che si è scongiurato il pericolo di un′esplosione nell′appartamento che avrebbe avuto conseguenze evidentemente tragiche.
I militari dell′Arma, prima di intervenire nell′appartamento, hanno provveduto ad evacuare gli abitanti dell′intero stabile è a circoscrivere la zona, quindi portarsi al secondo piano, davanti all′appartamento da cui proveniva il forte odore di gas.
Nonostante i reiterati tentativi di farsi aprire la porta dal pensionato, che mostrava di non volere recedere falle proprie intenzioni, il militari ed il capo squadra dei vigili erano costretti a raggiungere l′abitazione dal balcone, con l′ausilio dell′autoscala. Aperta la finestra ed entrati all′interno, i militari ed i vigili venivano improvvisamente aggrediti dal pensionato il quale, in evidente stato confusionale, tentava di spingere in modo energico il personale intervenuto all′esterno della propria abitazione. I militari erano pertanto costretti, senza non poche difficoltà, ad immobilizzare l′uomo, provvedendo poi a mettere in sicurezza la bombola del gas e l′appartamento oramai completamente saturo di gas.
L′uomo rifiutava anche qualsiasi cura da parte del personale del 118, intervenuto nel frattempo.
Una volta accompagnato in caserma, il pensionato, un ex medico, veniva fatto calmare dai militari ai quali, in un pianto dirotto, confessava di aver tentato il suicidio a causa dell′assoluta solitudine con la quale è costretto a convivere da anni, non avendo né moglie né figli e tantomeno parenti che possano accudirlo.