MAFIA, BENI PER 2,2 MILIONI DI EURO SONO STATI CONFISCATI ALL'IMPRENDITORE ANGELO PRISINZANO
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Beni per 2,2 milioni di euro sono stati confiscati all′imprenditore Angelo Prisinzano, 53 anni, dai finanzieri del Gico di Palermo. Il provvedimento ha interessato 4 aziende, 6 terreni e appartamenti, 11 auto, motocicli, camion, rimorchi e mezzi agricoli, conti correnti e polize vita.
L′uomo era stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere il 2 febbraio 2005 emesso dal gip del Tribunale di Palermo, in quanto accusato di fare parte di Cosa Nostra, insieme a Bernando Provenzano, Antonino Giuffrè e Domenico e Rodolfo Virga, allo scopo di acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici.
Prisinzano è accusato di avere messo a disposizione dei capi mafia di Polizzi Generosa Antonio e Saverio Maranto la sua attività imprenditoriale nel settore dei trasporti, fornendo automezzi destinati ad agevolare il controllo ed il condizionamento delle attività economiche nel settore delle forniture e del trasporto di materiali inerti.
La sua vicinanza ai rappresentanti del mandamento di San Mauro Castelverde è stata confermata dal collaboratore di giustizia Antonino Giuffrè.
Prisinzano ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel 1980, a 23 anni, con la costituzione di una ditta individuale di autotrasporti con sede a Castelbuono. Nel corso degli anni ha conosciuto un grande sviluppo, intrattenendo frequenti rapporti, soprattutto di ordine economico-affaristico, con importanti esponenti del mandamento di San Mauro di Castelverde. Dopo brevissimo tempo poteva contare su un considerevole patrimonio, ponendosi come una delle imprese di autotrasporti più importanti.
Dalle indagini è emerso che Prisinzano utilizzava "picciotti" per azioni violente e dimostrative, come incendi o danneggiamenti di mezzi appartenenti ad altri imprenditori. Si avvaleva del suo autista, Giovanni Durante, destinatario il 24 luglio 2004 di un′ordinanza di carcerazione in relazione a un vasto traffico di stupefacenti tra Spagna, Olanda e Italia che vedeva coinvolti importanti esponenti della famiglia di Brancaccio e della ′Ndrangheta.
Sono emersi, inoltre, rapporti con esponenti della famiglia mafiosa di Collesano ricadente nel medesimo mandamento di San Mauro Castelverde. Con i mezzi dell′imprenditore venivano effettuati anche trasporti di armi ed esplosivi.
Il 2 novembre 2006 Prisinzano è stato condannato a 4 anni di reclusione, quale esponente della famiglia mafiosa di Castelbuono, per la quale ha gestito gli affari delle cosche delle Madonie e controllato il racket delle estorsioni.
Fonte: [imgpress.it]