CGIL SICILIA, OGGI AL VIA IL CONGRESSO

I lavori a Campofelice di Roccella. Apre la leader regionale Mariella Maggio, conclude venerdì Susanna Camusso. Tra i temi in agenda, infrastrutture (sì a nuove strade, no al Ponte), energia, messa in sicurezza del territorio, Fiat di Termini Imerese Occupazione, sviluppo, sicurezza. Questi i temi principali del quattordicesimo congresso della Cgil siciliana, in programma da oggi (17 marzo) all′Hotel Fiesta Athenee Palace di Campofelice di Roccella. A dare il via alla tre giorni di lavori sarà, con la sua relazione, la segretaria generale uscente Mariella Maggio, conclusioni affidate, nel pomeriggio di venerdì, alla segretaria confederale Susanna Camusso. Giovedì previsti workshop su previdenza, energia e povertà con la partecipazione di esponenti di istituzioni, economia, imprese e associazioni. Sullo sfondo del dibattito le questioni che, negli ultimi mesi, hanno indirizzato l′impegno della Cgil sull′isola. L′urgenza di un piano per mettere in sicurezza il territorio, lo sviluppo di ferrovie, strade, reti idriche e digitali al di là della propaganda del governo per il Ponte sullo Stretto. Grande attenzione sarà dedicata al destino dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, distante appena 17 chilometri dalla sede del congresso. Il polo automobilistico palermitano è l′emblema di una Sicilia che necessita di interventi immediati e che lamenta il tasso di industrializzazione più basso del paese. Non mancheranno i riferimenti a una crisi che qui ha colpito più duramente che altrove. Tra il 2008 e il 2009 sono stati bruciati oltre 58 mila posti (29 mila nell′industria, 19 mila nel commercio, 8 mila nell′agricoltura). Questi dati, da soli, non fotografano la gravità della situazione. Su 100 persone soltanto 43 hanno un lavoro. Le ore di cassa integrazione sono triplicate. La disoccupazione è balzata oltre il 13 per cento, ben al di sopra della media nazionale, mentre crescono gli inattivi, soprattutto tra giovani e donne. La Cgil siciliana arriva al congresso regionale dopo 2.900 assemblee di base alle quali hanno partecipato 195.000 iscritti. Il confronto tra le due mozioni che animano il dibattito del XVI congresso del sindacato di Corso d′Italia ha assegnato il 93,25 per cento dei voti al documento "I diritti e il lavoro oltre la crisi", primo firmatario Guglielmo Epifani, contro il 6,75 per cento de "La Cgil che vogliamo", primo firmatario Domenico Moccia. Fonte: [rassegna.it]