SCOPERTA LA PIU' GRANDE NECROPOLI DEL MEDITERRANEO

Resti di bambini, scheletri di soldati e civili con segni di frecce, spade e cruente battaglie, e poi ancora case e piccoli templi. Un patrimonio inestimabile di circa 12.000 tombe di età preromana è stato scoperto a Termini Imerese a poche centinaia di metri dallo stabilimento Fiat al centro delle polemiche degli ultimi mesi.
Una necropoli gigantesca, un viaggio nel tempo fino alla Sicilia ellenica, tra il VI e il V secolo avanti Cristo.
L′assessore ai Beni Culturali della regione Sicilia, Gaetano Armao, non ha dubbi: "E′ la più grande necropoli del Mediterrano. Torna alla luce l′antica Himera, che fiorì in questa piana fino all′attacco fatale dei cartaginesi nel 408 a.C. Una scoperta - sottolinea Armao - che porterà linfa vitale e nuove prospettive economiche al territorio di Termini Imerese, che, oggi lo possiamo dire, non è solo lo stabilimento Fiat".
La necropoli, come per tutte le più grandi scoperte archeologiche, è venuta alla luce per caso: un anno fa i primi resti sono stati trovati durante i lavori per la costruzione di un tratto ferroviario che collega le località palermitane attorno alla piana di Himera. Da allora, è stato un susseguirsi di scoperte: inizialmente sono state individuate circa 500 tombe, ma nei mesi successivi gli archeologi si sono trovati davanti non solo resti umani in grande quantità ma anche un enorme corredo funerario costituito da lucerne, crateri e ceramiche di varia fattura. Fino alla grande scoperta: circa diecimila tombe - la maggior parte a ′cappuccina′, dentro le quali i cadaveri venivano inumati in posizione supina. Molti i neonati sepolti, circa il 25-30%, e una miriade di oggetti quotidiani, tra cui i lontani antenati dei biberon, i ′guttus′, piccoli vasetti di terracotta dotati di un beccuccio con funzione di poppatoi, che aprono uno squarcio fondamentale sugli usi e costumi della Magna Grecia nella sua epoca d′oro. Ma anche i resti di cruente battaglie, quelle contro cartaginesi che porteranno poi al tramonto dell′antica Himera: centinaia gli scheletri di soldati e prigionieri, spesso sepolti in fosse comuni, e resti di frecce, di coltelli, di spade. Una messe di reperti di eccezionale valore (secondo gli studiosi, due terzi delle tombe sono ancora dotate del corredo funerario, più o meno ricco) che rimarrà nel territorio: per il momento gran parte del materiale recuperato è stato trasferito nel vicino Antiquarium, dove si trovano già testimonianze raccolte nel tracciato urbano dell′antica città, ma presto sull′area sorgerà un museo ad hoc e, probabilmente, verrà costituito un vero e proprio parco archeologico, che tuteli e valorizzi l′intera area.
"Un territorio - sottolinea Armao - non vive solo di fabbriche. La necropoli di Termini Imerese, insieme a tutta l′area urbana antica già scoperta, può essere un grande volano di sviluppo e di nuovi posti di lavoro per l′intera zona. Un′area che costituisce un eccezionale incrocio di culture e di storie diverse, come tutta la Sicilia, dai greci ai fenici fino ai romani. Anche da qui parte la nostra idea di Sicilia come terra dal grande passato ma anche dal grande futuro, e sono convinto che in futuro di Termini Imerese si ricorderà il grande valore storico-archeologico del suo passato riemerso, sperando che nel frattempo si sia risolto il drammatico presente di molti lavoratori". Fonte: [agi]