STUDENTI: UN VENERDI' DI SCIOPERO CONTRO LA RIFORMA GELMINI

"Scenderemo in piazza per protestare contro una scuola che educa all′ignoranza". Con queste parole che gli studenti medi annunciano lo sciopero di oggi, venerdì 12 marzo, contro la riforma Gelmini degli istituti superiori approvata definitivamente il 4 febbraio. In decine di città d′Italia sono previsti cortei. "Chiediamo il ritiro della riforma", tuonano i Cobas, anche se molti ragazzi temono che il tempo sia ormai scaduto. "Ci dispiace di non essere riusciti a manifestare subito,", spiegano "ma l′approvazione della legge è avvenuta nel periodo di chiusura del quadrimestre. Probabilmente il governo, così facendo, sperava di evitare le nostre reazioni". Le modifiche maggiormente contestate sono l′abolizione dello studio della Geografia, la diminuzione delle ore di Italiano e di Storia, ma soprattutto la riduzione dell′obbligo scolastico. "La nuova legge", spiegano gli organizzatori, "prevede che, terminata la terza media, l′obbligo possa essere assolto anche attraverso un contratto di apprendistato". "Ma", chiede provocatoriamente un docente, "come si può paragonare l′apprendistato a un percorso di istruzione e di formazione? Quale lavoro si può immaginare per un ragazzino o una ragazzina di 15 anni?" "In nome del Dio risparmio", ha detto il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, "si cancellano scuole (o le si accorpano in modo folle), indirizzi didattici e materie importanti di studio, ore di insegnamento cruciali (in media 4 ore settimanali), laboratori e esperienze pratiche professionalizzanti […] colpendo ulteriormente una istruzione già immiserita dai governi dell′ultimo ventennio". La manifestazione ha però anche altre parole d′ordine. Si protesta contro i tagli, previsti dall′ultima finanziaria, "che impoveriscono ancor di più la scuola pubblica". Contro il disegno di legge proposto dalla presidente della commissione cultura della Camera, Valentina Aprea, che "riscrive le norme sulla gestione delle scuole, sul loro finanziamento e sulla carriera dei docenti secondo un′ispirazione dal carattere fortemente aziendalista". E si manifesta per chiedere la soluzione della questione dei precari, perché "i tagli alla scuola ", spiega il Cip (Comitati degli insegnanti precari), "saranno pagati soprattutto dalla nostra categoria che viene espulsa dal mondo del lavoro con esiti drammatici". Già giovedì il dibattito sull′istruzione è stato il fulcro di una serie di iniziative del Partito democratico. Ma il piatto forte è oggi, lo sciopero generale proclamato dalla Ggil sui temi del lavoro, del fisco e dell′immigrazione. Per le strade d′Italia sfileranno anche Cub-scuola, Cobas, Unicobas, Usi-Ait, molte associazioni professionali e i precari del settore. La manifestazione-presidio dei Cobas scuola a Palermo si terrà con partenza da Piazza Politeama alle ore 9, nella speranza che tale occasione veda la massiccia partecipazione di studenti, genitori e lavoratori della scuola.
Ci sarà invece un concentramento dei lavoratori Cgil alle 9.30 in piazza Verdi e una manifestazione dentro il teatro "Al Massimo", che si concluderà con l′intervento del segretario generale nazionale della Fillea Cgil, Walter Schiavella. Fonte: [antefatto.ilcannocchiale.it]