'VENERDI' TUTTI IN PIAZZA'. LAVORO E FISCO LE PRIORITA'

E′ una Cgil un pò in affanno quella che si prepara allo sciopero generale del 12 marzo prossimo. Ed è per questo che «i temi al centro della protesta richiedono un sforzo aggiuntivo», ha avvertito il leader Guglielmo Epifani, durante la conferenza stampa di ieri promossa per la presentazione della grande giornata di mobilitazione. Già logorati dalla battaglia congressuale (5-8 maggio 2010), sfiancati da una crisi che monta e moltiplica le vertenze, i delegati in tutta Italia si trovano ora a preparare una nuova mobilitazione. Ancora una volta da soli. «Le questioni dello sciopero, in particolare l′aspetto fiscale - ha sottolineato il segretario della Cgil - accomunano tutti i sindacati, ma Cisl e Uil stanno ferme. Noi non possiamo permettercelo». Quattro le ore di sciopero previste con iniziative in tutte le regioni. Tre i temi in campo per i quali l′organizzazione di Corso Italia sciopererà per quattro ore: diritti dei lavoratori, redistribuzione della ricchezza e difesa dell′articolo 18. La prima questione affronta la condizione del lavoro nell′età della crisi. «Il 2010 è l′anno peggiore e sarà anche il più pesante per l′occupazione. Tutti i dati, peraltro, lo confermano: la cassa integrazione, la mobilità e il tasso di disoccupazione crescono in modo forte». I nodi irrisolti per Epifani, che ieri ha chiamato le truppe a raccolta, sono sempre gli stessi: «Quelli già sollevati mesi fa, sulla cassintegrazione, sui precari e sulla mancanza di una strategia industriale. Francia e Spagna hanno pianificato il loro cammino di uscita dalla crisi salvaguardando specifici settori, da noi ciò non è stato fatto». Si naviga, dunque, al buio e in questo modo «le vertenze Merloni, Eutelia, Alcoa, Termini Imerese, per fare un esempio, non possono avere risposta proprio perché non c′è un′idea di politica industriale». Anche per quello che riguarda il Piano per il Sud, attacca Epifani, «nulla è stato fatto». C′è poi la condizione dei lavoratori migranti «su cui si scaricano le contraddizioni e continua la criminalizzazione. Chi lavora - ha detto - va regolarizzato, chi è in cerca di una occupazione deve avere più tempo e chi è nato nel nostro Paese deve essere riconosciuto come cittadino italiano». Il secondo grande tema riguarda il peso fiscale, sempre più sbilanciato sui redditi da lavoro: «Lavoratori, dipendenti e pensionati - ha avvertito il segretario generale - pagano più tasse e senza un cambio di rotta, nei prossimi due anni, il prelievo sarà destinato ad aumentare di 3 punti percentuali. è una cosa iniqua e che non ha senso». Per questo la Cgil chiede la restituzione subito di 500 euro e «un′organica riforma fiscale». In ultimo, non certo per importanza ma per contingenze cronologiche, le recenti norme sulle controversie di lavoro. Norme che, ha ricordato Epifani, non ampliano i diritti come dice il governo, ma ne limitano il campo di azione: «La via dell′arbitrato era già prevista dall′attuale normativa - ha spiegato -. Con questa legge il lavoratore ora dovrà scegliere escludendo l′una o l′altra e quindi ha una tutela in meno. è un ricatto nei confronti al momento dell′assunzione. Si sta consumando nel silenzio generale una vera e propria controriforma, un attacco insidioso contro i diritti che i lavoratori hanno conquistato in mezzo secolo di storia compresa la tutela dell′art.18 dello Statuto dei lavoratori». Fonte: [terranews.it]