LUMIA: SU TERMINI IMERESE GOVERNO E FIAT NON FANNO SUL SERIO
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Su Termini Imerese il governo e la fiat non fanno sul serio. Anche oggi nessun passo in avanti. Il governo Berlusconi, tra tutti i governi dei Paesi avanzati, passerà alla storia come l′esecutivo più debole, che subisce la chiusura di uno stabilimento automobilistico, nel Sud, in Sicilia.
Il nostro è un governo che non ha nessuna autorevolezza e nessuna capacità di incidere per rilanciare il settore automobilistico e per mantenere gli stabilimenti italiani. Obama ha investito miliardi di dollari e ha impedito una catastrofe industriale e occupazionale, la stessa cosa hanno fatto la Merkel, Sarkozy e Brown. Il governo Berlusconi, invece, ha assistito passivamente a un paradosso incredibile: la fiat punta a produrre 5 milioni di auto, apre nuovi stabilimenti all′estero e in Italia chiude Termini Imerese.
I progetti che sono giunti al ministero sono ancora generici e i tempi sono lentissimi. Negli altri Paesi industrializzati si ragiona in modo diverso: le decisioni sono veloci e i governi intervengono direttamente, da protagonisti, ponendo condizioni e mettendo sul piatto incentivi. Anche sulle risorse c′è un paradosso: la regione siciliana mette 350 milioni di euro e il governo appena 100 milioni. Al cospetto delle cifre investite dagli altri governi, quelle italiane rischiano di apparire ininfluenti.
Il 21 aprile giorno in cui la fiat annuncerà al mondo il suo piano industriale, si avvicina e bisogna fare sapere al mondo come stanno realmente le cose: la fiat chiude uno stabilimento con grandi potenzialità logistiche e produttive, a cominciare dal porto, che consentirebbe di abbattere i costi dei trasporti, e dalla posizione occupata dallo stabilimento di Termini Imerese nel cuore del Mediterraneo, dove nei prossimi anni si prevede una notevole espansione dei mercati.
Giuseppe Lumia