Una targa al Cavaliere Andrea Ingrassia presidente della catena di ristoratori ‘Ciao Italia’
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"Un riconoscimento ma anche un segnale di affetto per chi ha lasciato la nostra terra, ottenendo all′estero con grande professionalità quel successo targato made in Italy che adesso più che mai necessita di una forte spinta organizzativa, a partire dall′unione delle risorse". Con queste parole Antonino Salerno, Presidente di Confindustria Palermo, ha consegnato questa mattina nella sede di via XX Settembre una targa al Cavaliere Andrea Ingrassia, palermitano classe 1960 che dall′83 in Inghilterra, e precisamente a Bolton, vicino Manchester, ha messo su un piccolo impero nel campo della ristorazione fino a diventare presidente della catena di ristoratori "Ciao Italia G B Worldwide Association of Italian Restaurateurs". Da oggi, insieme al vice presidente Luciano Cappiello, il segretario Michele Caputo e la p.r. Marilena Manfredi, visiteranno alcune aziende sicilane selezionale dalla VM Agency di Vincenzo Montanelli che con la Itality Group di Roma, rappresentata dall′amministratore unico Massimo Pietrini, organizzerà il coordinamento in loco.
Parte così un nuovo progetto che darà la possibilità ad alcune aziende siciliane del panorama eno-alimentare di allacciare rapporti con ristoranti, fornitori e distributori d′Oltremanica. Il tutto all′insegna della qualità e della
professionalità "caratteristiche portanti di questo progetto — ha spiegato Ingrassia — che mira alla salvaguardia del marchio italiano contro la sempre crescente falsificazione che avviene all′estero e a mettere in contatto con le centinaia di membri e sponsor in Inghilterra quelle aziende che sappiano esprimere un vero e conveniente rapporto qualità-prezzo". "Purtroppo — ha aggiunto Montanelli — le aziende siciliane devono confrontarsi con un sistema di trasporti ed infrastrutture che incide notevolmente sul prezzo finale. Ma abbiamo già riscontrato una notevole disponibilità ad accettare questa nuova sfida".
Ciao Italia GB è un′associazione fondata nel 1982 dall′onorevole Bartolo Ciccardini. Altro obiettivo resta quello
di ottenere la certificazione da parte del governo italiano: "Ritengo che certificando sia il prodotto che il ristorante
stesso si possa proteggere il vero made in Italy" ha concluso Ingrassia