CONSEGNA DELLA PHIALE DI CALTAVUTURO: ARMAO, 'GIORNATA STORICA'
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"Per la Sicilia — ha detto l′assessore regionale ai Beni culturali e all′Identità siciliana, Gaetano Armao — questo è un giorno importante che cade in un anno importante. Nelle scorse settimane, a Los Angeles, abbiamo siglato un importante accordo con il Paul Getty Museum. Un protocollo d′intesa che ha trasformato la restituzione dell′Afrodite di Morgantina (conosciuta come la Venere) in una ricca e fattiva collaborazione tra la Sicilia e una delle più importanti istituzioni museali del mondo".
Il capitano dei Carabinieri, Giuseppe Marseglia, comandante del nucleo di tutela del patrimonio culturale della Sicilia, ha sottolineato l′importanza del ritrovamento della Phiale. "Il primo, grande e importante rientro in Sicilia, dagli Stati Uniti, di un reperto archeologico di inestimabile valore — ha detto Marseglia — che ha aperto la strada ad altri recuperi".
La soprintendente ai beni culturali e ambientali di Palermo, Adele Mormino, ha ripercorso le tappe del recupero della Phiale, mentre la direttrice del Museo ‘Salinas′, Giuseppina Favata, ha annunciato la riapertura, prima di Pasqua, dello stesso Museo archeologico di Palermo dove, attualmente, sono in corso lavori di restauro.
SCHEDA
La Phiale mesomphalos è una forma ben attestata nel mondo greco, sia con esemplari in ceramica, sia in metallo. La sua funzione, legata prevalentemente alle libagioni e alle offerte alle divinità nel corso delle celebrazione di riti religiosi, fa sì che in taluni casi le Phialai siano particolarmente preziose ed entrino a far parte dei tesori dei templi e dei santuari.
A parere degli esperti, un problema aperto rimane quello relativo all′identificazione del luogo di produzione della coppa che, in considerazione della tipologia del reperto, del suo alto pregio e dell′elevato valore, non corrisponde necessariamente a quello del rinvenimento. La provenienza della Phiale dal mercato antiquario rende tra l′altro difficile disporre di riferimenti obiettivi per la ricostruzione del percorso del reperto, dal momento della sua realizzazione alla sua destinazione finale. Anche se l′inchiesta della magistratura indica in Caltavuturo il probabile luogo del ritrovamento, in connessione con il centro abitato di età ellenistica individuato sul monte Riparato.
La prima notizia della Phiale risale al 1989, quando il reperto viene individuato presso una collezione privata siciliana. La Phiale sarebbe stata in un primo tempo acquistata da un collezionista di Catania e, in seguito, venduto a un collezionista di Enna. Nel 1991 sarebbe stata esportata clandestinamente in Svizzera dove viene acquistata da William Veres. Successivamente, il reperto finisce nelle mani del miliardario statunitense Michel Steinhardt, che l′acquista per un milione e 200 mila dollari. Steinhardt ne fa subito valutare l′autenticità dagli esperti del Metropolitan Museum. Nel 1995 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese avanza richiesta di rogatoria internazionale alla competente autorità giudiziaria di New York. Superati i vari livelli di giudizio, la coppa viene sequestrata dall′autorità giudiziaria americana che ravvisa illeciti doganali. Così, nel 1999, la Phiale ritorna in Italia e viene brevemente esposta al ministero dei Beni culturali. In attesa della conclusione del dibattimento, la Phiale viene consegnata alla Procura di Termini, che ne autorizza una breve esposizione nei saloni di villa Malfitano, a Palermo. Nel maggio del 2002 viene affidata in custodia giudiziaria alla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Palermo.
(notizie tratte da ‘La Phiale aurea di Caltavuturo′, una pubblicazione curata dall′assessorato regionale ai Beni culturali e dalla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo)
Fonte: [ilgiornaledipozzallo.net]