BERSANI TRA I LAVORATORI DI TERMINI: 'NON MOLLATE, LO STABILIMENTO NON DEVE CHIUDERE'

Bolla come «un errore» e una «ingenuità» del governo Berlusconi avere legato il tema degli incentivi con il destino dello stabilimento di Termini Imerese «facendosi così dire che il provvedimento non interessava alla Fiat», che a sua volta «deve stare al tavolo della trattativa e se verrà fuori una soluzione credibile e condivisa» per la fabbrica siciliana «dovrà dare una mano, altrimenti dovrà riconsiderare i suoi programmi».
Per spiegare la posizione del suo partito sulla vertenza Termini Imerese, il leader del Pd Pierluigi Bersani ha scelto la platea degli operai, nel luogo più naturale, il piazzale davanti ai cancelli dello stabilimento, dove lavorano 1.600 persone che assemblano la Lancia Ypsilon.
Dopo avere incontrato assieme ai dirigenti siciliani del partito il sindaco Salvatore Burrafato e una folta delegazione di metalmeccanici dell′indotto, tra cui i lavoratori della Delivery mail che nei giorni scorsi sono saliti sul tetto della Fiat, Bersani ha aspettato davanti lo stabilimento il cambio turno per un confronto diretto con gli operai. Rivolgendosi a loro ha detto che per lui «il Pd è un partito fondato sul lavoro» per cui è ovvio che «questo stabilimento non può essere chiuso». Quando un operaio gli ha porto una maschera colorata raffigurante il volto di Sergio Marchionne con i denti da Dracula, Bersani l′ha indossata, incoraggiando i lavoratori, alcuni dei quali indossavano la stessa maschera.
«Non mollate e non molliamo, non siate pessimisti», ha proseguito, annunciando che costituirà un gruppo di lavoro nel Pd sull′auto, sulla Fiat e sulla crisi di Termini Imerese. «Sappiate - ha assicurato alle tute blu che lo ascoltavano - che la sede romana del partito per voi sarà sempre aperta». «Non perdete la fiducia, questa è una battaglia che non bisogna perdere», ha continuato, sollecitando il Lingotto ad assumere un ruolo attivo e a «stare al tavolo della trattativa».
Senza entrare nel merito delle proposte in campo ma convinto che la prospettiva del sito «deve essere di natura industriale», Bersani ha considerato ... «troppe» le 10-12 proposte per Termini Imerese al vaglio del ministero dello Sviluppo economico. «Ne serve una e seria - ha aggiunto -. Qui di farsi prendere in giro non ha voglia nessuno. I soldi pubblici devono essere messi a disposizione solo in caso di piani industriali seri», ha detto, ricordando che «se il governo ha spostato sulle quote latte i fondi che un anno fa erano stati destinati al famoso piano "A" per lo sviluppo della fabbrica siciliana non ha certo fatto fare un grande affare al Paese». Quindi prima di lasciare Termini Imerese ha lanciato una proposta al governo Berlusconi: «Vari un piano per le auto di nuova generazione, lo faccia al più presto, siamo già in ritardo». Fonte: [unita.it]