PARLANO I GIOVANI
- Cefalù,
- Attualità,
- Redazione
Riceviamo questa lettera da: Marta Provenza, Andrea Cassata e Andrea Curcio, giovani studenti degli istituti superiori del nostro comprensorio. Una missiva che, in maniera molto pacata ed educata, evidenzia malumore e disagio della "nuova generazione". Sperando che la stessa possa aprire un proficuo dibattito tra le realtà giovanili del nostro territorio. "I giovani sono il futuro" e "Ciò che semini raccogli". Non esistono frasi più veritiere, ma in una città dove i giovani sono totalmente abbandonati, è difficile che essi ricevano gli stimoli giusti. Nel "far west" della cultura, il villaggio fantasma si ostina a rimanere tale. Noi ragazzi siamo spesso accusati del "non far nulla" dalla mattina alla sera, ma non ci potete condannare: è, infatti, difficile trovare una qualsiasi attività costruttiva in questa città. Fatta eccezione per lo sport (sulle quali strutture avremmo comunque da ridire), Cefalù non offre nulla. Cinema, teatro e biblioteca, seppur presenti, passano inosservati. Chi potrebbe, anzi dovrebbe, aiutarci? L′Amministrazione? Esiste una figura deputata a potere dialogare con giovani ed adolescenti? Basterebbe poco: un cineforum per esempio, un luogo d′incontro o qualsiasi altra iniziativa indirizzataci. Senza andare lontano basta pensare al Carnevale. Se ci guardiamo intorno, nei paesi delle Madonie esistono realtà ben diverse al riguardo. Nella nostra amata città invece il carnevale è caratterizzato da continui atti di vandalismo, lotte tra bande e relative risse; il degrado che ne consegue costituisce un grosso ostacolo al divertimento di tutti e in particolare dei più piccoli. Insomma, possiamo chiamarlo Carnevale?