RIUSCITO SCIOPERO PER TERMINI MA CON QUALCHE POLEMICA TRA SIGLE

Risposta partecipata dei lavoratori Fiat Auto allo sciopero nazionale per dire no al piano industriale e scongiurare la chiusura di Termini Imerese a partire dal 2011. La mobilitazione, indetta da Fim, Fiom, Uilm, Fismic, ha visto la fermata di tutti gli stabilimenti del Gruppo e delle aziende dell′indotto per quattro ore.
E′ il primo sciopero che coinvolge tutto il gruppo dal 2003, quando la protesta aveva al centro una crisi che chiamava però in causa solo il Lingotto.
Hanno aderito alla protesta anche i siti della Ferrari, della Maserati e della Cnh. I lavoratori di Pomigliano D′Arco, invece, sono in cassa integrazione ed hanno protestato davanti alla Prefettura ed hanno chiesto una data certa per discutere sul futuro dello stabilimento campano.
I sindacati chiedono il rilancio del settore automotive e il mantenimento delle produzioni negli stabilimenti italiani della casa automobilistica torinese. Le organizzazioni di categoria sottolineano che i comparti in cui si muove la Fiat (auto, veicoli industriali, macchine agricole e movimento terra, motori, componentistica, logistica e forniture) rappresentano la quota più rilevante dell′industria italiana sia in termini di occupazione che di investimenti e tecnologie. Pertanto non vanno ridimensionati, ma sviluppati.
Una grande giornata di mobilitazione segnata tuttavia anche da alcune polemiche tra le sigle. In particolare Fim e Uilm non hanno gradito la condotta della Fiom che, al contrario di quanto concordato al livello unitario, ha preso inziative unilaterali: a cominciare da Termini Imerese dove ha guidato una manifestazione locale di protesta. In particolare, le tute blu di Termini hanno incrociato le braccia nei due turni, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22.
Davanti ai cancelli dell′impianto termitano c′è stato anche un sit-in notturno. Fonte: [asca]