I 13 OPERAI DELL'INDOTTO SONO SCESI IERI DAL TETTO. LA FIAT LI HA PURE DENUNCIATI

Sono scesi ieri dal tetto del capannone della Fiat di Termini Imerese i 13 operai della "Delivery email", azienda dell′indotto, che per 11 giorni sono rimasti a 20 metri di altezza dopo essere stati licenziati perché il Lingotto non ha rinnovato la commessa.
L′azienda ha ritirato i licenziamenti e per loro si va verso la cassa integrazione in deroga. Davanti ai cancelli della fabbrica ad attenderli c′erano familiari e amici. Anche del loro futuro si discuterà il prossimo 5 febbraio a Roma nel corso del nuovo tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo Economico sul futuro dello stabilimento automobilistico siciliano.
Intanto per martedì prossimo è in programma una riunione tra gli assessori regionali al Lavoro, Lino Leanza, e alle Attività produttive, Marco Venturi, con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e i responsabili della Delivery per discutere della cassa integrazione in deroga ai lavoratori. "Abbiamo appreso oggi (ieri), durante la riunione al ministero dello Sviluppo economico, che la Fiat ha presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Termini Imerese nei confronti di soggetti che senza titolo stazionano sui tetti dello stabilimento. L′azienda ha anche fatto sapere che la produzione a Termini riprenderà quando sarà ripristinata la legalità. Penso che questa ulteriore mossa del Lingotto sia inaccettabile e, per prima cosa, la Fiat, che a parole si è detta disponibile a discutere, deve ritirare questo esposto e capire che si tratta di persone che manifestano per il posto di lavoro". Lo ha afferma l′assessore regionale alle Attività Produttive, Marco Venturi, che ha partecipato assieme al presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, al tavolo convocato al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vicenda dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. "Noi come Regione -ha aggiunto Venturi- siamo convinti che a Termini si devono continuare a produrre automobili. La Fiat si è detta disponibile a qualunque soluzione, ma sia chiaro che si deve partire da questo assunto: produzione di automobili e salvaguardia delle professionalità dei lavoratori. Sia la Fiat, che è proprietaria dello stabilimento a dire cosa intende fare, in che termini e in che tempi. Ci faccia sapere cosa e come le istituzioni possono intervenire, per continuare a produrre auto. Se poi tutto questo non dovesse essere sufficiente -sostiene Venturi- sia sempre la Fiat, se vuole andare via, a fare proposte concrete e alternative che abbiano una attinenza con la realtà. Perché non si può immaginare di riconvertire il polo automobilistico di Termini Imerese in un mega centro commerciale con operai altamente specializzati che finiscono a vendere nelle botteghe". Fonte: [agi-adnkronos]