FIAT: STOP PRODUZIONE A TERMINI, SALE LA TENSIONE
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Sale la tensione allo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Ieri l′azienda aveva annunciato due settimane di cassa integrazione per tutte le fabbriche del Paese, ma oggi i dirigenti dell′impianto siciliano hanno comunicato la sospensione della produzione e delle tute blu, anziché l′avvio della Cig. Una mossa collegata ai blocchi avviati ieri davanti ai cancelli anche dai familiari degli operai, che hanno impedito l′ingresso dei tir carichi di componenti della Lancia Ypsilon, impedendone l′assemblaggio e provocando il fermo della catena di montaggio. "Una provocazione - dice Roberto Mastrosimone della Fiom Cgil - praticamente alla vigilia del vertice al ministero del 29.
Non ci sono precedenti: i lavoratori erano qui, come ieri, pronti a lavorare, ma l′azienda, invece di assicurare la Cassa integrazione, ora, dopo l′annuncio della sospensione, potrebbe non pagare gli operai. Peraltro, alcuni sono stati fatti entrare in fabbrica, altri no, con il chiaro obiettivo di dividere e fare salire la tensione. Sarà della Fiat la colpa se si accedenderanno gli animi". Il presidio, dunque, continua, con maggiore rabbia e delusione, quando mancano due giorni alla riunione al ministero dello Sviluppo economico, convocato per neutralizzare il piano che prevede lo stop della produzione di auto dal 2012.
E va avanti la protesta di tredici operai della ditta dell′indotto Delivery Email, che, sfidando freddo e pioggia, da nove giorni sono accampati sul tetto di un capannone contro i licenziamenti conseguenza della revoca della commessa da parte del Lingotto.
Fonte: [agi]