DEGRADO E VIOLENZA
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Una storia di degrado e violenza maturata in una delle comunità di stranieri più popolose di Palermo: quella cingalese, concentrata in massima parte nel quartiere dell′Olivuzza, nei dintorni di via Dante.
È una giovane donna cingalese A.S. di 30 anni, incinta del secondo figlio al settimo mese, quella che si presenta ai Carabinieri della Stazione Olivuzza insieme al marito. Sono stravolti ed è difficile all′inizio comprendere la storia di cui sono stati vittime, ma con pazienza e comprensione si fa chiaro alla fine il quadro dei soprusi subiti.
La donna giunge a Palermo circa cinque anni fa per ricongiungersi con il marito, S.A. 35enne regolarmente residente in Italia dove esercita l′attività di collaboratore domestico.
La coppia conosce dopo qualche tempo un giovane della stessa comunità - INTHIRALINGAM Thamilmaran 30enne anche lui collaboratore domestico - che ben presto cercano di allontanare per la cattiva reputazione di cui gode. L′uomo infatti, sembra che avesse già importunato tempo addietro una donna sposata. Nonostante la giovane coppia tenti di tagliare i ponti, Thamilmaran insiste e inizia a molestare la donna, che per pudore e vergogna non dice nulla al marito. Le attenzioni morbose dell′uomo, diventano però ben presto violenza.
Il 4 gennaio Thamilmaran vede la donna in Corso Finocchiaro Aprile mentre aspetta l′autobus per andare a prendere il primo figlio a scuola e le offre un passaggio a bordo della sua auto. A.S. rifiuta, ma l′uomo diventa sempre più insistente, l′afferra per un braccio e la tira di forza in auto.
La giovane è atterrita, la sua paura aumenta quando capisce che l′uomo la sta portando altrove, in un luogo isolato, lontano da occhi indiscreti: è lì che si consuma la violenza, INTHIRALINGAM, minaccia la giovane di darle un pugno al grembo, la schiaffeggia, e la molesta riprendendo il tutto col proprio telefonino. Dopo la violenza il criminale, riaccompagna la donna dicendole di tacere altrimenti avrebbe fatto uccidere lei e il suo bambino.
Ma i soprusi dell′uomo, non finiscono lì: qualche giorno dopo si ripresenta a casa di A.S. durante un′assenza del marito, minacciandola di diffondere il video su internet se non gli avesse dato 15.000 euro, A.S. atterrita prova a respingere l′uomo che addirittura la percuote con un bastone.
Tutto ha una svolta quando il marito della donna riceve una chiamata da un anonimo interlocutore che gli racconta della violenza subita dalla moglie, che di fronte all′evidenza è costretta a confessare quanto era accaduto.
Il giovane coniuge si reca dal criminale e subisce a sua volta minacce: INTHIRALINGAM gli dice nuovamente che se non avesse voluto la diffusione di quel video gli avrebbe dovuto dare 15.000 euro.
La coppia, impotente, decide a questo punto di rivolgersi ai carabinieri e denunciare tutto.
I militari della Stazione Olivuzza si sono attivati immediatamente, alla ricerca di prove che potessero confermare l′accaduto.
Il rintraccio di INTHIRALINGAM con la perquisizione della sua abitazione in via Dante, ha permesso di trovare il telefonino sul quale scorrevano immagini inequivocabili.
Per questo l′INTHIRALINGAM è stato sottoposto a fermo d′indiziato di delitto dai militari dell′Arma con la pesanti accuse di sequestro di persona, violenza sessuale e tentata estorsione.
Per lui si sono aperte le porte del carcere Ucciardone dove su richiesta del Pubblico Ministero, Dott. Marzella, è stato interrogato dal GIP, D.ssa Seminara, che ha accolto gli elementi probatori raccolti a suo carico, convalidando il provvedimento di fermo e disponendo la custodia in carcere.
Per la giovane coppia di onesti lavoratori è la fine di un incubo.