RIOCCUPATO CENTRO SOCIALE ZETALAB A PALERMO
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E′ stato rioccupato in mattinata il Laboratorio Zeta dopo lo sgombero di mercoledì. In quell′occasione si verificarono tafferugli tra la polizia e i manifestanti con un bilancio finale di cinque feriti e tre arresti. Gli operatori del centro sociale, che ospitava 32 sudanesi che avevano fatto richiesta di asilo politico, hanno picconato il muro di mattoni costruito mercoledì scorso per evitare che qualcuno potesse entrare. La struttura, occupata nel 2001, è di proprietà dell′Istituto autonomo case popolari di Palermo e recentemente era stata affidata, a seguito di un bando pubblico, a una associazione, la Aspasia, che si occupa di recupero di minori.
"Noi oggi torniamo a casa. Ci siamo ripresi il Laboratorio Zeta", dice Totò Cavalieri uno dei volontari del centro sociale di via Boito. "Siamo stanchi di dormire per strada - continua - ieri è stata la quinta notte passata in tende da campeggio sui marciapiedi. E soprattutto siamo stufi delle chiacchiere del Comune che non è in grado di trovare una soluzione concreta al problema. Ora basta. Ci riprendiamo ciò che ci appartiene. Da qui non ci muoviamo".
Ieri un lungo corteo si è snodato per la città e per domani è stato convocato un tavolo in prefettura con lo Iacp, la Questura, il Comune e i Consiglieri comunali. "Si apre così una nuova trattativa - continua Cavalieri - anche se lo Zeta è stato per quasi un anno impegnato in un tavolo dal quale non è emersa alcuna proposta, mentre tutte le istituzioni hanno ammesso la loro incapacità nel trovare una soluzione, affermando anche che il Laboratorio Zeta era già una risposta concreta a bisogni e difficoltà reali di questa città".
Per i volontari del centro "dal tavolo di domani (che comunque non ci vede tra gli invitati) ci aspettiamo che venga revocata l′assegnazione degli spazi del Laboratorio Zeta all′associazione Aspasia, per essere formalmente riconsegnati alla città che ieri era in piazza".
Fonte: [palermo.repubblica.it]