CINQUE ANNI DAL CALENDARIO MADONITA DEI CARABINIERI
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- Rosario Scelsi
Sono passati cinque anni da quando il calendario dell′Arma dei Carabinieri venne ambientato a Belcolle, immaginario e piccolo paese dell′entroterra siciliano alle pendici delle Madonie. L′opera, dedicata alle attività di una stazione, si presentava con connotati nuovi che la differenziavano dalle precedenti. Un unico, inedito e avvincente racconto, diviso in dodici capitoli, curato da Andrea Camilleri e illustrato da Sergio Ceccotti che ripercorreva, con brillante chiave di lettura, le vicende di vita quotidiana dei militari dell′Arma e la loro polivalenza, che rende la stazione presidio dello Stato e della legalità, ma anche riferimento prossimo alla gente e al territorio. Belcolle, teatro dell′opera, era un grazioso paese da vacanza estiva a forma di barca, con la stretta prua puntata verso i duemila metri di Pizzo Carbonara e la larga poppa aperta al mare di Cefalù. Poteva essere Isnello o Gratteri, o qualsiasi altro Comune dell′area. Protagonisti del calendario un maresciallo, la sua stazione, il suo paese e la sua gente. "Questi quattro elementi — raccontava nell′introduzione il Generale di Corpo d′Armata Luciano Gottardo- valgono da soli a delineare nella sua essenza l′Arma dei Carabinieri e a spiegare il legame che, fin dalla fondazione nel 1814, la unisce indissolubilmente al popolo italiano. Perché i carabinieri, ed in primo luogo il Comandante di Stazione, che ne rappresenta nell′immaginario collettivo l′icona più amata, non solo hanno partecipato ai grandi eventi che hanno segnato la Storia d′Italia, ma sono anche i protagonisti silenziosi della storia di tutti i giorni, fatta di innumerevoli episodi dal profondo valore umano e caratterizzata dalla costante vicinanza alla gente".