LERCARA FRIDDI: GARANTI’ SUPPORTO LOGISTICO AI KILLER DI PIETRO D’AMORE, ARRESTATO LUCIANO CANNATA

All′alba di oggi i Carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi hanno tratto in arresto in esecuzione dell′O.C.C.C. emessa dal G.U.P. Dott. Giuliano CASTIGLIA, CANNATA Luciano 44enne di Lercara Friddi perché responsabile — assieme a Francesco e Gaetano LOFORTE, Agostino e Francesco GRECO, dell′omicidio di D′AMORE Pietro, barbaramente ucciso a colpi di fucile all′età di 33 anni l′08 luglio del 2007 nelle campagne di Lercara Friddi.
L′impianto accusatorio, sostenuto dai Carabinieri del Gruppo di Monreale, della Compagnia di Lercara Friddi e dal Magistrato inquirente, ha dunque pienamente convinto il Giudice; CANNATA Luciano si sarebbe occupato di garantire ai fratelli LO FORTE il supporto logistico indispensabile al commando per raggiungere ed allontanarsi dai luoghi ove fu commesso il grave fatto di sangue.
La sentenza di condanna colpì gli indagati pochi giorni prima delle festività natalizie dello scorso 2009 dopo sei interminabili ore di camera di consiglio; il G.U.P. di Termini Imerese condannò all′ergastolo i fratelli Francesco e Gaetano LO FORTE e inflisse 30 anni di carcere ciascuno ad Agostino GRECO e Luciano CANNATA. Con l′accusa di favoreggiamento condannò a due anni e sei mesi di reclusione anche il figlio di Agostino GRECO, Francesco. Ora Luciano CANNATA raggiunge in carcere i suoi parenti, già detenuti dalla primavera del 2008.
L′omicidio D′Amore si inquadra nella faida che ha insanguinato Lercara Friddi negli anni più recenti: i LO FORTE avrebbero in tal modo risposto all′omicidio del loro padre Salvatore, assassinato nel 2003. In quel frangente, Francesco LO FORTE scampò all′agguato, puntando poi il dito sui D′AMORE, ritenuti i materiali esecutori del delitto. Pietro D′AMORE, assolto dallo Stato, venne raggiunto dalla silente sentenza, cruenta e senza appello, dei LOFORTE, che lo freddarono nelle campagne lercaresi a colpi di fucile. Appare però necessario fare un passo indietro e comprendere quale sia stato il casus belli tra le famiglie D′AMORE e LOFORTE/CANNATA. Tutto ebbe origine il 21 settembre 2003 quando, nella campagna lercarese, venne ucciso a colpi di fucile Salvatore Rosario LOFORTE; il figlio Francesco, che si trovava in compagnia del genitore, riuscì miracolosamente a scampare all′agguato, divenendo testimone oculare del delitto e principale accusatore del nucleo familiare dei D′AMORE.
I D′AMORE, titolari di un′azienda di import-export di cereali, avrebbero commesso l′omicidio per atavici contrasti con i LOFORTE, in particolare ritenendo questi ultimi responsabili dell′incendio dei loro capannoni verificatosi pochi mesi prima dell′efferato fatto di sangue. Dopo il delitto le risultanze investigative e le dichiarazioni di LOFORTE Francesco permettevano di consolidare il quadro accusatorio nei confronti di D′AMORE Carlo Giuseppe e dei suoi figli Salvatore e Pietro; Carlo Giuseppe e Salvatore, datisi alla latitanza poiché colpiti da O.C.C.C. , vennero però arrestati a Bronte (CT) l′11 giugno 2004. Anche in questo caso l′attività processuale di primo grado, conclusa i primi giorni di maggio 2007 dalla Corte di Assise di Palermo, portò l′ergastolo per D′AMORE Carlo e D′AMORE Salvatore vennero condannati all′ergastolo; D′AMORE Pietro, assolto, fu immediatamente scarcerato.
Proprio nell′assoluzione è da cercare il movente dell′omicidio di D′AMORE Pietro.
I LOFORTE emisero una condanna a morte per il giovane D′AMORE, barbaramente ucciso a colpi di fucile all′età di 33 anni l′ 08 luglio del 2007 nelle campagne di Lercara Friddi L′auspicio ora è che questa sentenza possa mettere la parola fine alla lunga scia di sangue e che i risultati conseguiti dai Carabinieri e dalla Magistratura possano generare una nuova fiducia da parte della popolazione in tutte le istituzioni locali.