SI TORNA A PARLARE DEL CASO 'AFEM', PROMOSSA UNA PETIZIONE POPOLARE
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La riqualificazione del sito dell′ex acciaieria è l′argomento principe di cui si discute in ogni casa di Campofelice di Roccella, l′Amministrazione Comunale ha indetto un′assemblea popolare dove si è discusso del problema.
Negli anni del boom economico il paese "porta delle madonie" ha vissuto un momento di espansione e sviluppo con la costruzione di due opifici industriali che per venti anni hanno dato lavoro a centinaia di famiglie. Il Sindaco del tempo, il compianto Avv. Giuseppe Corsello, sposò l′idea di uno sviluppo industriale a Campofelice dove per la prima volta le donne uscivano dal focolare domestico e diventavano "operaie". Erano gli anni sessanta il paese uscito dalle miserie del dopo guerra affrontava una sfida di rinascita economica, innovativa moderna e popolare.
Il sindaco del tempo, assumendosi una grande responsabilità, sceglieva la via industriale e dava vita al "consorzio per la zona industriale di Campofelice", i terreni su cui vennero realizzati gli opifici (ma.te.si. e a.fe.m) erano in possesso dei contadini che li avevano ricevuti dopo anni di dure lotte, che videro l′illustre avv. Pasquale Cipolla battersi per dare al popolo le terre del Barone Cammarata. Dopo venti anni di attività industriale le due fabbriche chiusero i battenti e al popolo di Campofelice rimasero le macerie, le tragedie e le malattie prodotte da anni di inquinamento.
Diverse Amministrazioni Comunali iniziarono una battaglia legale per il riscatto e la reintegra di quei terreni, (amministrazione Fatta, amministrazione Longo e l′attuale amministrazione) una battaglia che ha già prodotto due pronunciamenti dai tribunali amministrativi di Palermo (TAR e CGA) che, decidendo sulla richiesta di sospensiva dell′efficacia degli atti prodotti dall′attuale Amministrazione Comunale, ha in prima istanza accolto le istanze della proprietà ed in appello, ribaltando l′ordinanza del Tar, accolto le ragioni del Comune. Da quel momento sono iniziati una serie di incontri per arrivare ad un′ipotesi di accordo che attualmente è in una fase di stallo.
La bozza negoziale prevede la realizzazione di una struttura produttiva con la realizzazione di un "OUTLET" che è una nuova e moderna forma di commercio, collaudata a livello mondiale, di capi di abbigliamento e accessori di grandi firme della moda, che sono messi sul mercato dopo due stagioni a prezzi scontati, o che durante la produzione hanno subito delle piccole imperfezioni che li rendono di "seconda scelta".
Nella bozza è prevista la riqualificazione ambientale del sito mediante lo smantellamento e la bonifica dello stesso, l′abbattimento quindi dell′ecomostro sul mare che per cinquanta anni ha rappresentato una cappa ed un freno ad ogni possibilità di ordinato e compatibile sviluppo economico dell′intero territorio lungo gli otto km di costa. Nell′ipotesi di accordo è prevista la realizzazione di un grande parco pubblico periurbano, quasi cinque ettari di verde fruibile a tutto il comprensorio, la donazione a titolo gratuito della villa settecentesca "la lumia" un gioiello storico di 1100 mq che il Comune potrà utilizzare per sede di rappresentanza e servizi.
E′ prevista, inoltre, la costruzione di una nuova viabilità efficiente e moderna che dovrebbe smaltire il milione e mezzo di visitatori che ogni anno si prevede possano arrivare a Campofelice di Roccella. Gli studi fatti dalla proprietà evidenziano che il bacino di utenza della struttura commerciale si estende a più province (PA, EN, CT, ME, CL) ed è questa, secondo noi, la ragione principale che ha indotto gli investitori privati a scegliere il territorio madonita. Campofelice di Roccella si trova, infatti, a 25 minuti da Palermo, 40 minuti da Caltanissetta, 1 ora da Enna, 1 ora e 20 minuti da Catania e 1 ora e 45 minuti da Messina, senza contare che lo snodo autostradale di Pistavecchia è considerato da tutti gli operatori economici il più importante punto strategico dell′isola.
Ora se il territorio che si estende da Termini Imerese a Cefalù è effettivamente l′asse strategica della viabilità isolana, noi siamo convinti che la realizzazione della struttura commerciale sarà impiantata su questa fetta di territorio. Ed allora Campofelice di Roccella può perdere questa grande opportunità? Campofelice di Roccella può permettersi di mancare l′appuntamento con la storia, rinunciando alla riqualificazione del sito, alla realizzazione del parco pubblico e verde e alla creazione di nuovi posti di lavoro?
Riteniamo che le domande siano di vitale importanza per tutta la comunità, le espressioni in favore dell′iniziativa sono parecchie, i cittadini intravedono la possibilità di una grande rinascita del Paese, per uno sviluppo economico atteso da oltre trent′anni, e così è nata una petizione popolare in favore dell′iniziativa, ancora in corso, per favorire le decisioni dell′Amministrazione Comunale.
Di contro quasi tutti i commercianti hanno manifestato le loro perplessità, per la paura che il nuovo insediamento possa recare danni alle loro attività e all′intera economia del paese. Ma cosa pensa l′Amministrazione Comunale e cosa ha deciso di fare? Il Sindaco si dice soddisfatto della grande partecipazione dei cittadini a questa scelta che interessa il futuro della comunità, il primo cittadino ha già incontrato 2 volte i commercianti ed ha organizzato un′assemblea popolare per sentire le opinioni di tutti. Interpellato sull′iniziativa non nasconde il proprio consenso alla stessa, ma si dice preoccupato per l′eventuale impatto negativo che può produrre all′economia del paese.
L′amministrazione comunale, insediatasi nel 2006, ha da sempre manifestato un particolare interesse alla riqualificazione del sito che considera un sogno che se realizzato completerebbe il programma elettorale della lista che ha vinto le elezioni, ma il Sindaco Francesco Vasta ha ribadito più volte che la realizzazione di questo grande sogno non deve e non può distruggere i sogni delle famiglie che vivono con il reddito dei diversi negozi del settore già in crisi.
L′amministrazione comunale cercherà in tutti i modi di tutelare e salvaguardare l′economia locale, perché l′intento della stessa è quello di migliorare e far progredire un paese che era nel ristagno socio-economico e tutte le iniziative messe in campo in questi tre anni di amministrazione vanno esclusivamente in questa direzione.
I cittadini hanno preso a cuore l′argomento, si parla in piazza, nelle case, nei negozi ed anche attraverso i blog sui siti internet, è una comunità viva che si interroga sul proprio futuro che è già presente.
La politica, nicchia, tentenna nessuno (o quasi) prende posizione è chiaro che si aspetta la decisione dell′Amministrazione, ma è pur vero che tra i politici comincia a serpeggiare una grande paura, se questa operazione dovesse andare in porto si toglierebbe ai "politicanti" di turno l′ultima possibilità di cavalcare argomenti che per 50 anni sono stati bandiere di tante battaglie elettorali che hanno visto il popolo spettatore ma mai beneficiario.