Lettera: Problemi di lavoro....

Già da qualche giorno riceviamo in redazione lettere dai nostri lettori i quali ci sottopongono quesiti o aspetti un po′ strani  a cui non possiamo per ovvie ragioni rispondere pubblicamente. Ecco la prima lettera:

Ho notato per caso che a Cefalù  i pochi addetti occupati specialmente nel settore alberghiero e della ristorazione spesso non sono di Cefalù ma dei paesi vicini. Forse che cefalusesi disoccpati non ce ne sono?
Ascoltando alcune conversazioni ho  scoperto che chi ha lavorato a Cefalù è stato costretto (si fa per dire) a rivelgersi quasi sempre ai sindacati per mancato rispetto dei contratti  da parte dei datori di lavoro.
Purtroppo, però, sono i lavoratori alla fine ad avere la peggio perchè costretti, dopo la vertenza sindacale, a lasciare la cittadina normanna ed emigrare. Nessun imprenditore, infatti, assumerà in futuro un lavoratore che ha denunciato il prorio datore di lavoro. Spesso in tutto questo chi ci gadagna qualcosa sono solo gli avvocati (non me ne vogliano) e i sindacati.

Certamente qualcuno obietterà che a Cefalù c′è tanto altro da osservare e da criticare però credo che nelle cose che ho appena citato c′è qualcosa di poco trasparente e poco legale. Non sta a me trarre conclusioni in merito nè trovare i rapporti tra le diverse sfaccettature di un unico problema: mancanza di legalità.
Nessuno ne parla e nessuno si lamenta apertamente. Sta di fatto che l′economia è in ginocchio e sono pochi quelli che queste condizioni le sanno sfruttare senza subire alcuna conseguenza: Politici, Impiegati, Avvocati, Sindacati, Albergatori  e i pochi Imprenditori.
Mentre a farne le spese sono Operai, Pensionati, Giovani e Ragazze in cerca di occupazione. Si è arrivati al paradosso che gli imprenditori non assumono più neppure quando hanno bisogno di personale per paura delle conseguenze sindacali.
Tutto potrebbe funzionare meglio se ognuno si comportasse secondo legalità.

Lettera Firmata