SCIOPERO A TERMINI CONTRO CHIUSURA, ADESIONE AL 100%

E′ del 100% l′adesione allo sciopero di 8 ore indetto oggi nello stabilimento Fiat di Termini Imerese da Fiom, Fim e Uilm contro la fine della produzione di auto annunciata dal Lingotto a partire dal 2011.
I sindacaliti che fin dall′inizio del primo turno hanno presidiato il piazzale davanti alla fabbrica riferiscono che nessuno dei lavoratori si e′ presentato e che nessuno è entrato in azienda, compresi gli impiegati. La partecipazione allo sciopero e′ molto alta anche nelle aziende dell′indotto, la cui sopravvivenza dipende dal mantenimento dell′auto a Termini Imerese. I metalcaminnici di Fiat e dell′indotto si sono radunati davanti al palazzo delle Poste a Termini Imerese bassa, da dove un corteo si muoverà fino al Duomo, a Termini alta.
"Vogliamo una modifica del piano industriale, di questo si deve fare carico la fiat e sopprattuto il governmo che non puo′ abbandonare la costruzione di auto in Sicilia. La facciamo da 40 anni e che Scajola e Marchionna non possono scipparcela in un incontro di 50 minuti", ha detto Angelo Comella, segretario provinciale della Uilm, il sindacato Uil dei metalmeccanici. Secondo Comella, "Se il governo fara′ pressione ci sono tutti i margini per la salvare l′auto a Termini Imerese. Noi abbiamo uno stabilimento con un′infrastrutturazione adeguata e che puo′ essere produttivo. Ci sono -elenca il sindacalista- un porto efficiente a 7 chilometri, l′autostrada, il doppio binario ferroviario in fase di lavorazione, e ci sono i 150 milioni per l′indotto gia′ messi a disposizione dalla Regione. L′importante e′ decidere di costruire le auto in Italia".
Alla manifestazione hanno aderito anche commercianti, artigiani, studenti e i sindaci di una ventina di comuni del comprensorio termitano tra cui Trabia, Cerda, Montemaggiore Belsito, Cerda, Sciara, Campofelice di Roccella, Caccamo. Fonte: [agi]