NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI

A Polizzi Generosa c′è un immenso campo di 170 ettari, è la proprietà del "Papa" di Cosa Nostra, Michele Greco, il boss che disse ad Alfonso Giordano "Signor giudice, io vi auguro la pace, perché solo con la pace si può giudicare", conosciuto per la sua abilità a mediare tra le varie famiglie mafiose.
La proprietà di Greco è un vero e proprio feudo, simbolo dello strapotere del boss dei boss.
Quando Michele Greco imperava dal suo immenso feudo, sulla proprietà gravava una pesante ipoteca che, grazie all′intervento dei Salvo, fu sospesa con un decreto del Ministero delle Finanze nel giro di soli 15 giorni dall′acquisto del bene stesso.
In seguito, Michele Greco venne arrestato, il bene fu confiscato e assegnato al comune di Polizzi.
Il comune accettò ad un solo patto: che il bene venisse destinato ad un′associazione impegnata nel sociale, questa era "Libera terra".
Ma ecco che rispunta l′ipoteca, nessuno la può pagare, né i cittadini e né il Comune, e malgrado il bene sia già stato destinato all′associazione "Libera" rischia di essere venduto.
A dire il vero c′è già chi è disposto a riacquistarlo, è gente ricca e potente, la famiglia Greco, la famiglia di Michele, che da cinque anni si affanna per riconquistare l′amato feudo, facendo pressione col suo esercito di avvocati.
Ed oggi ancora più affamati e con l′acquolina in bocca causata dalla buona fragranza emanata dal maxiemendamento della Finanziaria, che attende solo il "sì" della Camera e poi "pacchia" per la mafia, nessuno acquisterà quel grosso feudo e lo farà senz′altro la famiglia Greco, affamata da anni!
Ed ecco che si va a passo di gambero!
Per anni si è analizzata la mafia e si è scoperto che la colonna portante di questa è il patrimonio, costruito con i profitti della propria attività!
I beni patrimoniali sono la colonna portante della mafia, qualcuno incominciò a fiutare la mafia e capire il suo punto debole, la legge Romagnoli-La Torre del 1982 introdusse il 416 bis, ma ai tempi Pio La Torre capì qualcos′altro in più, la mafia doveva essere colpita nel suo punto debole, i beni.
Presentò una legge sulla confisca dei beni alla mafia, la legge non entrò in vigore, Pio non si arrende e continua la sua battaglia, ma presto viene fermato dai mafiosi, lo ammazzano.
La legge, poi, fu fatta più di dieci anni fa, dietro il grande stimolo dell′associazione "Libera" contro le mafie, che all′epoca raccolse la bellezza di un milione di firme in tutta Italia per presentare la proposta di legge sulla confisca dei beni ai mafiosi, la proposta si concretizzò nella legge n.109/1996.
Con quella legge i beni dei boss sono stati destinati per la costruzione di imprese agricole che producono alimenti col marchio "Libera", non solo, molti beni sono stati utilizzati per fini sociali come centri per disabili o centri per giovani o, ancora, circoli culturali, altri sono stati adibiti a locali come la "Casa del Jazz" di Roma.
Come vedete la legge sulla confisca dei beni ai boss non è stata cosa da poco e sicuramente non è una qualsiasi legge, per questa legge sono morte persone, Pio La Torre la voleva e la mafia lo ammazzò.
Con questo omicidio i boss tentarono di bloccare le leggi che dettero il via ad una nuova stagione della lotta alla criminalità.
Così, i mafiosi iniziarono ad escogitare modi per nascondere le proprie ricchezze per via di "prestanome", persone e anche imprese apparentemente pulite.
Negli anni la società civile è stata capace di diventare protagonista di questa battaglia: prima, raccogliendo firme per la legge n.109/1996, poi costruendo tanti progetti che hanno reso evidente che i beni tolti alle mafie potevano trasformarsi in ricchezza per i territori disagiati. Fonte: [dillinger.it] FIRMA L′APPELLO: NIENTE REGALI ALLE MAFIE, I BENI CONFISCATI SONO COSA NOSTRA