Scoperto il fagiolo che alimenterà l’umanità nel futuro
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Il maestro Gaetano Messina ha iniziato la seconda sperimentazione del fagiolo "Psoplocarpus Tetragonolobus" comunemente chiamato fagiolo alato, della Nuova Guinea.
Nella primavera scorsa ha distribuito cinquanta semi agli Acquariani - Teosofi del nord Italia, tra cui al Villaggio Verde, al presidente Sempi della Fondazione B.D.B (undici semi) e ad Emilio Bono a cui sono stati inviati tredici semi dei quali sono tre hanno germogliato.
Le tre piante hanno dato copiosi frutti i quali sono stati sottoposti alla degustazione di diversi teosofi di Novara, i quali hanno mangiato il fagiolo sia crudo che cotto.
La sperimentazione di Tronzano (No) lavorata da Emilio Bono (un uomo dotato di pollice verde) ci ha mostrato la rigogliosa vegetazione delle tre piante che hanno raggiunto quote di 2,50 m di altezza e sono state raccolte diverse decine di baccelli carichi di semi. In questi giorni è stato pubblicato su youtube un filmato che mostra la piantagione, le corde ricche di foglie, il fiore azzurro violaceo e le foglie a forma di cuore di un colore verde acceso. Entrambe le sperimentazioni ci hanno assicurato la visibilità della pianta in terre diverse. Il giornalista Messina ha piantato undici semi ma visto il torrido caldo di quest′anno il risultato non ha avuto buon esito. Invece ad un contadino di Campofelice a cui sono stati affidati una decina di semi , di questi ne sono germogliati tre che non si sono sviluppati e le piante sono rimaste all′altezza di 50 cm.
In primavera prossima partirà la terza sperimentazione dalla quale Gaetano Messina (che materialmente ha trovato i semi) si aspetta la visibilità del tubero anch′esso combustibile che resta sotto terra, scoperta questa cosa sappiamo tutto del fagiolo, come aveva anticipato l′antropologo esoterista pittore Bernardino Del Boca nel libro "La Casa del Tramonto" nel 1979, una pianta particolare, ricca di olii e proteine che non ha bisogno di fertilizzanti, riuscendo a formare noduli in cui viene a fissarsi l′azoto dell′atmosfera. Complimenti ad Emilio Bono che in quel di Tronzano a saputo riprodurre diversi centinaia di semi con l′augurio che anche nelle terre umide del nord possa avviare la terza sperimentazione. C′è da dire che Gaetano Messina per ricercare i semi ha dovuto condurre una lunga ricerca per corrispondenza con tutti gli orti botanici d′Europa durata trent′anni.