'Agrodolce' bloccata
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Due fabbriche, ci sono, a Termini, che danno lavoro e stipendi a tante famiglie. Una è lo stabilimento della Fiat dove si fanno le Lancia Ypsilon, 1.370 dipendenti fissi più 800 lavoratori dell′indotto. A soli 7 chilometri di volo d′uccello, c′è l′altra fabbrica: la Colonia Cozzo Impalastro, un tempo asilo per ragazzi «difficili» e da un paio d′anni sede dei Med Studios, dove si gira Agrodolce, la soap di Raitre in onda dal settembre 2008. Per Termini Imerese Agrodolce è una cosa grossa, circa 400 dipendenti diretti, e altri 1.500 considerando l′indotto di comparse, attori secondari, fornitori. Eppure, a meno di un vero e proprio miracolo, per un pazzesco garbuglio burocratico Agrodolce chiuderà nel giro di poche settimane. Rai Fiction, Rai Educational di Giovanni Minoli e Einstein Multimedia hanno messo a punto un romanzo popolare ambientato in Sicilia: una storia di amori, tradimenti, sacrifici, nella immaginaria cittadina di Lumera. 130 puntate per la prima serie, costo totale 24 milioni di euro, 12 a carico della Rai, 12 della Regione Siciliana. Alla prima serie hanno lavorato più o meno in duemila. Dopo la prima serie, si decide di farne altre due: 22 milioni dalla Rai e 25 dalla Sicilia. Sennonché le pratiche vanno per le lunghe e arriva perfino la bocciatura del Dpef della Regione Sicilia. Un iter burocratico che sembra una giungla vietnamita. La conseguenza è che da gennaio gli attori sono a spasso, gli sceneggiatori da agosto, la produzione da ottobre e che se non comincia entro pochissime settimane la lavorazione della nuova serie la Rai toglierà Agrodolce dal palinsesto. Finirà nel nulla anche il tentativo di costruire — formando personale, tecnici, esperti — una piccola Bollywood della fiction a pochi chilometri da Palermo. Tanti posti di lavoro qualificati, di cui prima di Agrodolce non c′era traccia in Sicilia, e un vero e proprio studio che dovrebbe sorgere su progetto di Fuksas su un terreno proprio a fianco della Fiat. Tutto vanificato, a meno che non si riesca a chiudere in tempi brevissimi la firma della convenzione dell′Accordo di programma quadro. «I soldi ci sono — chiarisce il sindaco Burrafato — i 25 milioni della Regione sono spendibili, risorse impegnate. Ma bisogna fare presto e firmare l′Accordo». Fonte: [lastampa.it]