NUCLEARE: VITO, IMPIANTI INSIEME A REGIONI. DI PIETRO, GOVERNO MENTE

′La delega contenuta all′articolo 25 della Legge Sviluppo(l. 99/2009), importante provvedimento varato recentemente dal Parlamento, definisce principi e criteri direttivi per l′emanazione dei decreti che definiranno i dettagli relativi alle diverse fasi del programma nucleare italiano. Il Governo, pertanto, e′ delegato a definire i criteri per la localizzazione degli impianti e non gia′ a stilare elenchi di alcun tipo′.
E′ quanto ha dichiarato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, rispondendo al question time alla Camera dei Deputati a un′interrogazione di Antonio Di Pietro, presidente di IdV.
′′La specifica definizione dei siti -ha aggiunto il ministro- e′ competenza di una successiva attivita′ di tipo anche autorizzativo, che sara′ sviluppata nel rigoroso rispetto delle modalita′ fissate dalla legge, previa verifica della strettissima rispondenza delle caratteristiche tecniche dello specifico progetto ai requisiti di sicurezza prefissati. La richiamata delega del Governo sara′ esercitata, tra l′altro, attraverso la determinazione di elevati livelli di sicurezza dei siti, al fine di tutelare la salute della popolazione e l′ambiente. A tal proposito si puo′ ragionevolmente assicurare che le decisioni in merito saranno assunte attraverso il previsto coinvolgimento e il necessario consenso anche dei soggetti interessati a livello territoriale′′.
′′Il Governo -ha detto ancora il ministro- e′ infatti consapevole che una mancata larga condivisione delle scelte puo′ comportare seri ostacoli al cammino del programma nucleare nazionale. D′altro canto, i richiamati decreti legislativi dovranno essere adottati previa acquisizione non solo del parere delle competenti Commissioni parlamentari, ma anche del parere della Conferenza Unificata′′.
′′E′ la stessa Legge Sviluppo -ha concluso Vito- a stabilire espressamente che tale autorizzazione sia rilasciata su istanza del soggetto richiedente previa intesa con la Conferenza Unificata, la quale rappresenta la sede istituzionale idonea per affrontare le problematiche territoriali specifiche. In essa, infatti, come ben sanno gli onorevoli interroganti, trovano rappresentanza non solo le Regioni, ma anche le Province e i Comuni′′.
La risposta del ministro e′ stata giudicata insoddisfacente da Di Pietro che ha contestato la fondatezza di quanto esposto (′il governo mente′) perche′ in realta′ ′′con un semplice parere il governo decidera′ da solo′′. Di Pietro ha parlato di ′′scelta scellerata e omicida, scellerata per l′alto costo e omicida per la minaccia alla salute dei cittadini.
′′Dalla giurisprudenza costituzionale -questa e′ la tesi di fondo di IdV- emerge come non si possa procedere alla localizzazione degli impianti senza l′intesa con le singole regioni, in violazione dei principi sanciti dal tuitolo V della Costituzione sui poteri concorrenti delle regioni in materia di governo del territorio e di energia′′. Questo in contrasto con la legge che ′′di fatto′′ sostiene IdV, ′′prevede che i siti delle nuove centrali e i luoghi per la gestione delle scorie potranno essere localizzati anche contro il parere della regione che dovra′ ospitarli, dal momento che gli impianti potranno essere equiparati ad opere di interesse strategico nazionale′′.
E IdV ha fornito l′elenco che il governo avrebbe gia′ predisposto: ′′Trino Vercellese (Vercelli) in Piemonte, Caorso (Piacenza) in Emilia Romagna, Monfalcone (Gorizia) in Friuli Venezia Giulia, Chioggia (Venezia) in Veneto, Montalto di Castro (Viterbo) nel Lazio, Oristano in Sardegna, Termoli (CAmpobasso) in Molise, Scanzano Jonio (Matera) in Basilicata, Termini imerese (Palermo) e Palma (Agrigento) in Sicilia. Fonte: [asca]