I CARABINIERI SEQUESTRANO AL BOSS DELLA FAMIGLIA DI CINISI BENI PER 2 MILIONI DI EURO

Ammonta a 2 milioni di euro circa il patrimonio posto sotto sequestro dai militari della Compagnia Carabinieri di Carini in data 20 e 21 ottobre 2009.
Conti correnti, libretti postali, appartamenti, proprietà terriere e superficiali, licenze di attività di autonoleggio e di distributore di carburanti sono state dai Carabinieri poste a disposizione della Magistratura in quanto direttamente riconducibili alla famiglia mafiosa di Cinisi.
Il decreto di sequestro, emesso dalla Sezione per l′applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, giunge al termine di una complessa, articolata e prolungata attività investigativa condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Carini finalizzata all′individuazione ed al sequestro dei beni riconducibili a DI MAGGIO Gaspare, 49enne di Cinisi reggente della locale famiglia, tutt′ora detenuto per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso.
Geometra, figlio di "Don" Procopio, ultranovantenne storico capo mafia di Cinisi, indicato da collaboratori di giustizia come componente della commissione provinciale di Palermo di "Cosa Nostra", cui facevano parte, tra glia altri, RIINA Salvatore, BRUSCA Bernardo, CALO′ Giuseppe, MADONIA Francesco, PROVENZANO Bernardo e GIUFFRE′ Antonino, i "Corleonesi", Gaspare Di Maggio risultava organicamente inserito, quale reggente, nella famiglia mafiosa di Cinisi.
E′ ristretto dal novembre 2007, data dell′arresto da parte dei Carabinieri del Reparto Operativo di Palermo in esecuzione dell′ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso finalizzata ad omicidi, narcotraffico, estorsioni, controllo appalti e forniture per opere pubbliche nonché per aver favorito la latitanza dei noti boss mafiosi LO PICCOLO Salvatore e LO PICCOLO Sandro.
Fratello di Giuseppe DI MAGGIO, pregiudicato scomparso nel 2000 e dopo pochi giorni rinvenuto in mare a circa due miglia dalla costa di Cefalù, ferito mortalmente con un proiettile alla nuca, legato e con i piedi zavorrati.
Il geometra di Cinisi ha avuto ininterrotte vicende giudiziarie che lo hanno visto destinatario di diversi mandati ed ordini di cattura nel tempo per associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidi, ed altro, oltre ad essere imputato nei processi contro AGATE Mario + 59, AGLIERI Pietro + 23 e Salvatore RIINA + 27 (c.d. processo LIMA).

I provvedimenti di sequestro, decisi dai Giudici della Sezione per l′applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, su richiesta dei Magistrati della Procura, sono stati notificati ed eseguiti negli ultimi giorni.
In base alla articolata ricostruzione degli inquirenti, i beni sequestrati, tutti nel tempo intestati a prestanome al fine di renderne quanto più difficoltoso possibile il collegamento con gli indagati, hanno un valore sproporzionato rispetto ai redditi del soggetto e della famiglia e, pertanto, sono ritenuti il frutto di attività illecite.
A seguito di minuziose ricerche effettuate da militari della Compagnia di Carini, il Tribunale ha disposto il sequestro di beni aventi, nel complesso, un valore di circa due milioni di euro.