Un gioiello distrutto dal degrado

Un tesoro del ′600 abbandonato nel degrado in uno dei più suggestivi paesi delle Madonie. È un contrasto stridente: passeggiare tra i pittoreschi vicoli di Petralia Soprana, bellissimo monumento all′aperto, per poi imbattersi, appena fuori il paese, nella Chiesa e Convento di Santa Maria di Gesù, che, purtroppo, conserva solo in parte lo splendore di un tempo.
Infatti, lo storico edificio del 1611, seminascosto dietro una scuola pubblica, versa in condizioni a dir poco pietose. La cosa fa ancor più rabbia se si pensa che il convento è uno dei circa seicento beni del Fec, ovvero Fondo edifici di culto. L′origine del patrimonio del Fec, che dipende direttamente dal Ministero dell′Interno, deriva dalle leggi della seconda metà dell′Ottocento, con cui lo Stato acquisì buona parte dei beni della Chiesa cattolica.
Osservando dall′esterno il convento, difficilmente s′immagina lo stato rovinoso all′interno. Una porta semiaperta accanto la facciata della chiesa conduce, dopo un breve corridoio, al pregevole chiostro, ormai completamente invaso da sterpaglie alte almeno due metri. I corridoi e le stanze dell′edificio sembrano ruderi dopo un bombardamento: calcinacci ovunque, mattoni, panche, tavoli accatastati all′interno delle stanze e voragini che si aprono sul soffitto. Per non parlare poi delle "amene" scritte, inneggianti addirittura al Fuhrer, che deturpano le pareti.
Ma il brutto deve ancora arrivare. Da una finestra interna si riesce ad accedere alla navata della chiesa e ciò che si vede è davvero insopportabile. Al posto dell′altare maggiore, si stagliano alti cumuli di panche, sedie e materiale di legno: una vera e propria discarica. I preziosi affreschi e i quadri alle pareti sono totalmente distrutti, alla mercé dei volatili che ormai abitano la chiesa. In un angolo della navata ci sono anche due bellissimi confessionali lignei di certo molto antichi, probabilmente del Settecento, totalmente distrutti e ricoperti di sterco di piccione, come del resto tutta quanta la chiesa e le sue preziose decorazioni del XVIII secolo. È così che lo Stato italiano intende proteggere il proprio patrimonio artistico?
Uno dei pochi interventi di restauro risale a qualche anno fa: si è trattato della manutenzione del tetto del convento. "Da parte nostra c′è la volontà di recuperare il monumento, — dice Antonino Miranti, sindaco di Petralia Soprana — vorremmo farne un centro culturale per congressi, con una foresteria per l′accoglienza. È pronto anche il progetto, ma siamo in attesa che esca un bando pubblico per poterlo presentare". "La chiesa — conclude il sindaco — appartiene quasi interamente allo Stato e noi come Comune non possiamo intervenire".
La conferma del progetto di restauro arriva anche da Alessandro Ficile, presidente della Sosvima, Società per lo Sviluppo delle Madonie, che si occupa della gestione dei finanziamenti del Patto Territoriale del comprensorio madonita. "Da circa otto mesi stiamo lavorando per il recupero della chiesa, — afferma Ficile — il progetto è già pronto, aspettiamo adesso che la Regione Sicilia pubblichi il bando per ottenere il finanziamento, cosa che dovrebbe avvenire tra qualche mese". Si tratta, nello specifico, di fondi ricavati dal Programma operativo del Fondo europeo di Sviluppo regionale. "La chiesa si è ridotta in questo stato — conclude Ficile — oltre che per la mancanza di risorse economiche, anche per il complesso frazionamento degli enti proprietari: il Fec, per la maggior parte, il Comune e la Curia di Cefalù". Le fotografie sono di Giulio Giallombardo Fonte: [siciliainformazioni.com]