Perchè un ecovillaggio può far bene a chi ci vive ed anche a chi non ci vive (e non ci crede)

A giugno di quest′anno il coordinamento dei GAS di tutta Italia si riunisce a Petralia Sottana, in pieno Parco delle Madonie. L′evento prende il nome di SbarcoGas Sicilia. A valle dell′incontro, sui forum e nei blog dedicati si leggono commenti entusiasti sull′evento e sulla terra che lo ha ospitato. Nei mesi successivi e fino ad oggi si parla di ripetere l′evento al prossimo anno, di portare Fa la cosa giusta in Sicilia. Il numero di questo mese di Terranuova pubblica un articolo sull′evento con particolare enfasi sull′associazione Siqillyah che ha contribuito fortemente all′organizzazione dell′evento.
In Sicilia è nato da poco il primo Ecovillaggio, si chiama Dance the Life e sta nella splendida Noto. Nella stessa Noto che ha resistito tenacemente alle trivellazioni delle multinazionali americane per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi. Almeno altri due sono in progetto, di cui uno è il Grembo, un′idea di Luca Boccalatte. La Sicilia ha alle spalle una storia millenaria di invasori che, per vederla dal lato positivo, ha portato a millenni di fantastica contaminazione culturale. Arabi, fenici, greci e normanni tra gli altri. Dal dopoguerra in poi però, a causa della depressione economica, l′isola ha vissuto numerose ondate di emigrazione che l′hanno svuotata dei suoi figli (spesso i migliori) e l′hanno fatta piombare in un′arretratezza culturale spaventosa.
In Sicilia, a parte poche eccezioni, l′industria non è mai arrivata e con essa, per fortuna, anche l′inquinamento non s′è mai visto. La speculazione immobiliare non è mai arrivata (nemmeno quella molto english dei casali di campagna stile Toscana, Marche, Umbria). In Sicilia tra un abitato ed il successivo si percorrono chilometri e chilometri di campagne. L′agricoltura non ha mai dato risposte economiche di alto livello, tanto che il costo della terra è tutt′ora irrisorio a confronto con il resto d′Italia. L′ecovillaggio, i vantaggi e le interazioni. Chiunque vada a vivere in un ecovillaggio in Sicilia, e dò per scontato che non si tratti di un "indigeno" (che nell′ecovillaggio ci vive da sempre anche se non lo sa), troverà una terra lenta, calda nel clima e nell′anima, con un′immensa varietà paesaggistica, ricca di biodiversità, una terra dove la decrescita non serve perchè la crescita non c′è mai stata (fatta eccezione per le grandi città che per fortuna sono poche). Troverà le spiagge libere ed un mare stupendo. Troverà montagne, vulcani, cavità sotterranee di rara bellezza.
Trovare la terra dove insediarsi, costruirsi casa ed autoprodursi quel che serve per mangiare non sarà difficile ne particolarmente oneroso. Insomma, vivere una vita diversa in un luogo diverso non sarà difficile e ci si potrà rendere conto, forse con stupore, che molti, da quelle parti, vivono già diversamente.
Questi eco-abitanti poi, interagendo con i locali, potranno portare il nuovo vento di contaminazione culturale di cui lì c′è tanto bisogno. Se gli ecovillaggi in Sicilia proliferassero, si potrebbe assistere ad un movimento di colonizzazione morbida con conseguenze inimmaginabili sul fronte culturale. I siciliani, infatti, hanno la diversità culturale e l′apertura mentale nel DNA, anche se in molti di loro la memoria ha giocato brutti scherzi. Alcuni siciliani saranno attratti da questo fenomeno, altri non ci crederanno, comunque il germe della contaminazione avrà già iniziato a propagarsi.
Immaginate un buon numero di italiani, di tutte le regioni (con prevalenza netta dal nord Italia), che mossi dalla voglia di una vita diversa ed incuriositi dagli eventi eco che si susseguono, decidano di andare a vivere in Sicilia. Immaginate questo fenomeno svolgersi in una terra naturalmete e culturalmente predisposta ad ospitarlo al meglio. Che meraviglia!
Saremo lì ad aspettarli, accoglierli, collaborare, vivere insieme.
Chissà che il nuovo rinascimento, ecologico ed all′insegna della decrescita felice e necessaria, non nasca proprio in Sicilia.
La contaminazione culturale risveglierebbe le coscienze assopite e, ci metto la mano sul fuoco, confineremmo in un angolo i mafiosi, i democristiani, gli stupidi e i bigotti. Ci godremmo la vita a migliaia di chilometri dal delirio padano e dei trogloditi col fazzoletto verde in tasca.
Buona vita a tutti (sognando il nuovo rinascimento). Fonte: [fuoriasudovest.wordpress.com]