Viticoltura: pronto piano di sviluppo
- Sicilia,
- Attualità,
- Redazione
′Alla luce di un quadro comunitario che punta alla liberalizzazione e a chiudere l′era della politiche d′aiuto, le risorse dell′Ocm vino e del Psr Sicilia rappresentano forse l′ultima occasione per riorganizzare e valorizzare il nostro sistema vitivinicolo′.
Lo afferma Michele Cimino, assessore regionale all′Agricoltura e Foreste, che illustra le linee guida del progetto di risanamento e di sviluppo della vitivinicoltura siciliana, messe a punto con il dipartimento Interventi strutturali, guidato dal dirigente generale Rosaria Barresi.
L′assessore sintetizza il contenuto del piano, che dovrà comunque essere condiviso dalle rappresentanze sindacali di categoria: "Abbiamo programmato interventi a breve, medio e lungo termine. Riguardo gli interventi a breve, la Regione si muoverà lungo cinque direttrici: riduzione del potenziale viticolo, incentivazione per la vendemmia verde e la distillazione di alcol, richiesta dell′aumento dell′aiuto per ettaro della superficie destinata alla produzione di uve biologiche, facilitazioni per l′accesso al credito. Per gli interventi orientati allo sviluppo, più a lungo termine, l′obiettivo, invece, è riorganizzare tutto il sistema cooperativistico, incoraggiando le imprese ad aggregarsi in nuovi soggetti giuridici, che beneficeranno di risorse ma saranno tenuti al rispetto di obblighi definiti dallo stesso piano".
La riduzione del potenziale viticolo afferma Cimino "è un fatto inevitabile, vista l′attuale crisi di mercato dovuta soprattutto alla presenza di molti ′competitors′ extracomunitari che continuano ad aumentare la propria superficie vitata. Occorre utilizzare la misura dell′abbandono definitivo, integrando, se necessario, le risorse disponibili con fondi regionali".
Si ipotizza l′estirpazione di circa 15mila ettari di vigneto nel triennio 2008-2010 per ridurre il potenziale produttivo di circa 1 milione e 300 mila quintali di uva, che corrisponde a poco più di 1 milione di ettolitri di vino.
La "Vendemmia verde" risponde allo stesso obiettivo: eliminare le uve prima della maturazione affinché salga il prezzo dell′uva. La misura, il cui fabbisogno è di circa 20 milioni di risorse Ocm "partirà — dichiara Cimino - già dal prossimo mese di giugno e riguarderà 15 mila ettari di vigneto. Ai singoli produttori sarà corrisposto un premio che si aggirerà tra i 1.200 e i 1.400 euro per ettaro". La misura, naturalmente, potrà avere effetti sulla produzione vendemmiale 2010.
"Entro l′anno invece — anticipa Cimino — uscirà un primo bando per la riconversione e la ristrutturazione dei vigneti che rientrano nelle riserve naturali come la Doc Etna, la Doc Faro e Isole minori".
Un′altra strada che l′assessore intende percorrere è la rimodulazione dei parametri degli aiuti concessi per ettaro alla produzione di uve biologiche. Cosa non semplice visto che i parametri sono stati stabiliti meno di un anno fa, ma l′assessore ritiene che "un tentativo va fatto, puntando sul fatto che la Sicilia ha i numeri per orientarsi sulla produzione di vini biologici grazie ai suoi 5.500 ettari vitati a questo tipo di produzione che è particolarmente richiesta in alcuni mercati del nord d′Europa". "Tra l′altro - prosegue - per questo segmento di viticoltura, il ministero sta definendo un disciplinare, e se le nostre cantine riuscissero a organizzarsi tempestivamente potrebbero proporre il loro prodotto in questi Paesi a prezzi veramente competitivi".
In tema di accesso al credito Cimino sottolinea che bisogna, innanzitutto, sensibilizzare le banche, e ricorda l′importanza delle norme relative al credito agrario agevolato contenute negli articoli dal 16 al 19 della legge regionale 6 del 14 maggio scorso "Disposizioni programmatiche e correttive per l′anno 2009" (Gurs n. 22 del 20 maggio 2009): l′articolo 16, che prevede un fondo di 15 milioni erogabili dalla Crias per finanziamenti agevolati; l′articolo 17, che assegna una dotazione iniziale di 4 milioni per prestiti di conduzione concedibili dalle banche per 200 milioni di euro circa, e una seconda dotazione di 6 milioni che consente prestiti quinquennali, fino a 100 milioni, per ristrutturazione debiti; e, ancora, l′articolo 18 che dà la possibilità di stipulare mutui ventennali per il consolidamento delle passività delle imprese.
Risorse Ocm a parte, in una prospettiva di sviluppo, le azioni devono essere rivolte alla riorganizzazione di tutto il sistema delle cooperative: "In atto, stiamo lavorando per individuare l′iter amministrativo e legislativo da seguire per raggiungere un traguardo: realizzare, per aree geografiche omogenee, strutture aggregate di imprese capaci di produrre non meno di 250 mila quintali di uve e di gestire 3 mila ettari di vigneto".